Voto amministrativo 2017: storie di periferia

Voto amministrativo 2017: storie di periferia

Il voto amministrativo 2017 cade in una fase molto delicata per gli equilibri politici territoriali. Particolarmente interessata a questa scadenza elettorale è la provincia di Arezzo dove i dissidi tra le varie anime del PD, le incapacità della politica a rispondere alle domande delle persone e gli scontri politici nel centrosinistra hanno portato molti comuni sotto la bandiera del centrodestra.

L’attenzione é così rivolta alle Amministrative di Monte San Savino dove la sconfitta del Partito Democratico rappresenterebbe un passaggio decisivo verso la maggioranza del centrodestra in provincia di Arezzo.

Le sorti politiche e amministrative di Monte San Savino sono in mano al PD. Il sindaco uscente è sostenuto all’unanimità da un partito che si è confermato anti renziano: nel congresso 2017 Orlando ha battuto Renzi 18 a 13.

I numeri in questione non sono da capogiro ma tanto basta per definire se un partito è renziano oppure no.

I protagonisti restano così quelli che c’erano prima, come Marco Meacci – ex segretario provinciale PD nonché ex sindaco di Monte San Savino – che continua a gestire la politica locale nonostante una serie di scivoloni. L’ultimo in ordine di tempo glielo ha confezionato il Governatore della Toscana Enrico Rossi che, ospitato in un circolo sociale savinese per annunciare la sua candidatura a segretario nazionale PD, si é trasformato nel primo scissionista del Movimento Democrazia e Progresso.

Cose che capitano in politica politica, compreso a un Marco Meacci che cerca di vincere insieme a coloro che resistono al renzismo: dalla CGIL ai partiti della sinistra, passando per il magico mondo dei socialisti e dell’associazionismo socialculturale de la Gauche nostrana.

Un snodo fondamentale per chi sa di affrontare la sfida più importante del proprio percorso politico. Un po’ come giocarsi la camicia a primavera.

NESSUN COMMENTO

Lascia una risposta