Verdini, il Senato e il canto libero

Verdini, il Senato e il canto libero

fonte fanpage.it

Denis Verdini ha conquistato un posto in prima fila nella scena politica e mediatica italiana.

Insieme a Luca Lotti, braccio destro del Premier, Denis Verdini sta costruendo una ragnatela politica che ha portato il suo gruppo parlamentare – Ala – a distinguersi dalle altre forze politiche presenti al Senato.

Nella votazione dell’articolo 2 che definisce la composizione del futuro Senato, i Sì hanno raggiunto quota 160: sono mancati 7 voti di Area popolare e 3 del PD (Corradino Mineo e Walter Tocci hanno votato contro, mentre Felice Casson non ha partecipato al voto).

“Senza i voti di una decina di senatori di Verdini, l’articolo 2 sarebbe passsato con numeri imbarazzanti” (La Stampa 4 ottobre 2015)

Denis Verdini è stato a un passo dal salire sul palco dei protagonisti.

Durante la trasmissione televisiva Gazebo (Rai3), Marco Damilano ha cercato di delineare gli aspetti principali di Verdini utilizzando cartoni animali (Mago di Oz), metafore politiche e letterarie (Balena bianca), per poi rifugiarsi nel mito: il mostro di Loch Ness.

Il quadro di Verdini è uscito indefinito come l’attuale potere politico in Italia: fluido e con pochi punti fermi.

E’ lo stesso Denis Verdini a dirlo:

“Il Polo di Centrodestra e quello di Centrosinistra si devono disgregare, solo così può nascere qualcosa di nuovo”.

La minoranza Dem, guidata da Miguel Gotor, teme principalmente l’obiettivo politico di Verdini. E più Gotor s’arrabbia, più Verdini è contento, e quando Verdini è contento canta, come nell’intervista a Maria Latella per SkyTg24.

Vittorio Sgarbi, durante la trasmissione televisiva Otto e mezzo (LA7), ha parlato di Denis Verdini come “uomo da selfie”, che fa di tutto pur di stare vicino al potere: “prima con Berlusconi e ora con Renzi”.

Sono voti di scambio, come accusa Sgarbi, oppure è trasformismo?

Difficile dirlo in questa fase. I continui cambi di casacca registrati in tutti i partiti politici durante questa legislatura, rendono quanto meno complicata la valutazioni su ogni singolo deputato o senatore, che per dissidenza, opportunismo o ravvedimento politico, ha deciso di lasciare il proprio schieramento.

Quello che invece appare evidente è l’obiettivo politico di Verdini, che è lo stesso di Matteo Renzi: chiudere con il passato.

Uno dei pochi punti fermi di questa complessa stagione politica.

(Di seguito il video con Denis Verdini che canta una canzone per Mario Monti e una per Silvio Berlusconi)

 

 

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