Università, una scelta libera

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fonte: infoaut.org

Poco tempo fa mi sono imbattuto in alcuni articoli di Stefano Feltri, vicedirettore de Il Fatto Quotidiano, nei quali ribadiva il concetto secondo cui frequentare le facoltà umanistiche è controproducente, poiché vi sono scarse possibilità di impiego.

In particolare, nell’articolo “Università, studiate quello che vi pare, ma poi sono fatti vostri” Feltri sostiene che, in questo momento, il mercato del lavoro non richiede questa tipologia di laureati. Inoltre, frequentare Facoltà come Lettere, Filosofia ecc. ha dei costi notevoli che però non verranno mai recuperati dal punto di vista remunerativo, poiché secondo il giornalista bocconiano questi neolaureati sono destinati a diventare sicuri disoccupati.

Essendo io laureato in materia umanistica (Storia dell’Arte) ed essendo emigrato all’estero alla ricerca di maggiori prospettive di lavoro, mi sento quasi obbligato a replicare a così tanta leggerezza di pensiero.

Prima di tutto le statistiche del vicedirettore Stefano Feltri sono totalmente fasulle.

Infatti, il tasso di disoccupazione giovanile in Italia è oltre il 44%, ciò significa che non solo i neolaureati in materie umanistiche sono in difficoltà a trovare lavoro, ma anche camerieri, muratori, commessi e tutti gli altri che non hanno mai intrapreso una carriera universitaria.

Quindi signor Feltri, non è vero che il mercato del lavoro in Italia non richiede laureati umanistici, il mercato non richiede nemmeno lavapiatti, perché è completamente bloccato!

Nei sui articoli, Stefano Feltri consiglia di iscriversi a facoltà più utili, nel senso che possano offrire più sbocchi lavorativi, tipo economia o ingegneria, sconsigliata informatica però, visto lo sfruttamento e le poche possibilità remunerative.

Certo perché come sappiamo il mondo ha ed avrà sempre bisogno di economisti. Ci sono cartelli “cercasi economista” ovunque, perfino nei ristoranti cinesi e fanno sempre un sacco di soldi, mentre gli informatici fanno la fame, non capita mai che soprattutto quelli italiani vengano assunti da Google o da qualche industria miliardaria della Silicon Valley…

Ultimo punto: Stefano Feltri si trasforma improvvisamente in Dio.

Il vicedirettore de Il Fatto Quotidiano, nel secondo articolo dedicato alla nuove iscrizioni universitarie, sostiene che le materie umanistiche sono più facili di quelle scientifiche. Dove sta scritto? Ma pensate che alle facoltà umanistiche ci grattiamo gli zebedei e rimpariamo le lettere dell’alfabeto? Pensate che capire l’ideologia del suprematismo di Malevic sia meno complicato di apprendere una teoria di Fisica?

La cosa assurda non è tanto confrontare la difficoltà degli studi umanistici con quella degli studi scientifici, anche se è davvero cosa inutile e priva di oggettività. Non è assurdo dire che molti neolaureati in Lettere sono precari, ma è impensabile dire che le materie umanistiche non portano sbocchi lavorativi e di conseguenza sono inutili. Non si può misurare l’utilità di una cosa in base a quanto profitto crea, non si può dire che una disciplina è inutile se non crea lavoro.

Viviamo in un mondo in cui conta solo il denaro, il lavoro, il profitto, la nobiltà di una professione. Adesso ci si iscrive a Medicina non perché si ha la vocazione di salvare vite, ma perché fare il medico è un lavoro ben retribuito e richiesto.

Nessuno si rende conto del potenziale che rappresenta l’intraprendere studi umanistici e quelli che lo fanno vengono presi come poveri futuri disoccupati senza radioso futuro, piccoli menti senza nessuna utilità pratica. Proprio nessuno capisce che studiamo la Ginestra di Giacomo Leopardi per non diventare i futuri Matteo Salvini o Barbara D’Urso, facciamo giornalismo per scongiurare l’avvento di altre Selvaggia Lucarelli e perché no, anche di altri Stefano Feltri. Studiamo i Beni Culturali perché vorremmo salvarli e non lasciarli all’abbandono, studiamo la psicologia e la sociologia affinché le famiglie siano unite ed i bambini crescano in modo corretto in una società sana.

A pochi giorni dalla riapertura delle Università, voglio fare un grande in bocca al lupo a tutti gli studenti, in particolare a quelli di materie umanistiche, che magari si sono fatti spaventare o incupire dalle parole di Stefano Feltri.

Non lasciatevi abbindolare da chiacchiere, statistiche e politica. Seguite i vostri sogni, i vostri desideri e le vostre emozioni, studiate ciò vi piace, ma anche ciò che ritenete utile per voi stessi, non per il mercato del lavoro. Lasciate che siano gli stimoli a guidarvi e non le voglie di profitto. Studiate ciò che volete studiare, ciò che vi appassiona, specialmente se sono materie umanistiche: e vi sentirete liberi.

 

 

 

 

 

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