Presidenti della Repubblica: dalla A alla…DC

Presidenti della Repubblica: dalla A alla…DC

by -
0 924

Il 14 gennaio 2015 è terminato l’incarico di Giorno Napolitano. Ripercorrendo la storia del ruolo istituzionale più importante possiamo ricordare, concentrandoci sull’appartenenza politica e la percentuale di elezione, gli undici Presidenti della Repubblica Italiana.

Il primo Presidente della Repubblica Italiana è stato Enrico De Nicola (1 gennaio 1948-12 maggio 1948), che faceva parte del Partito Liberale Italiano. Ma il primo Presidente a essere stato eletto è Luigi Einaudi (12 maggio 1948-11 maggio 1955), con quasi il 60% dei voti, anch’egli esponente del PLI. Fu poi la volta di un esponente della sinistra DC come Giovanni Gronchi, eletto con il 74,5% (11 maggio 1955-11 maggio 1962); e poi un esponente di destra della DC: Antonio Segni eletto con il 52,6% (11 maggio 1962-6 dicembre 1964). L’incarico di Segni ebbe breve durata e dopo la supplenza di Cesare Merzagora fu il turno di Giuseppe Saragat – socialdemocratico – eletto con il 69% (29 dicembre 1964-29 dicembre 1971). Dopo fu ancora DC con Giovanni Leone (29 dicembre 1971-15 giugno 1978), eletto con il 52%; e infine Amintore Fanfani, Presidente supplente dal 15 giugno 1978 al 9 luglio 1978 dopo lo scandalo Lockheed. A interrompere nuovamente l’appartenenza alla DC della più alta carica dello Stato, fu Sandro Pertini (9 luglio 1978-29 giugno 1985): settimo Presidente della Repubblica, esponente PSI, eletto con il maggior numero di voti di sempre, 832 su 995 (83,6%). Dopo Pertini ecco nuovamente DC con Francesco Cossiga eletto con il 74% dei voti (3 luglio 1985-28 aprile 1992). Dopo un mese di supplenza di Giovanni Spadolini, è stato Oscar Luigi Scalfaro a essere eletto con il 66% come ultimo esponente della DC (28 maggio 1992-15 maggio 1999). Dopo tre giorni di supplenza di Nicola Mancino, fu la volta di Carlo Azeglio Ciampi (18 maggio 1999-15 maggio 2006), eletto con il 71,4%, è stato il primo Presidente a non riconoscersi in nessun partito, anche se fonda la sua azione negli ideali del Partito d’Azione. L’undicesimo Presidente è stato appunto Giorgio Napolitano, il primo a essere rieletto in un secondo mandato (15 maggio 2006-22 aprile 2013, con quasi il 55% – 22 aprile 2013-14 gennaio 2015, con il 74%), unico Capo dello Stato ad avere un percorso comunista.

Il 31 gennaio scorso è stato eletto il nuovo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il cui mandato inizierà dopo il giuramento del 3 febbraio. Il dodicesimo Capo dello Stato, il cui ingresso in politica è stato con la corrente Morotea della DC, è stato eletto con il quasi il 66%. A distanza di 20 anni quindi, la DC torna protagonista della scena politica italiana. E’ vero: dovremo giudicare l’opera del Presidente Mattarella non in quanto “fratello di una vittima della mafia”, oppure come “autore del Mattarellum” o, ancora, come “colui che presentò le proprie dimissioni da ministro dell’Istruzione, nel sesto governo Andreotti, contro la legge Mammì”. È tuttavia difficile non riuscire ad analizzare questo ritorno al passato (o questo infinito passato) ponendolo in relazione con l’attuale situazione politica italiana: il PD è un nome nuovo per definire una pseudo sinistra democristiana.  ‘Si scrive PD, si legge DC’, come afferma Susanna Turco in un articolo su l’Espresso.

fonte: Dago Spia
fonte: Dago Spia

Renzi ha vinto per meriti propri, ma anche e soprattutto per demeriti altrui. L’elezione di Mattarella evidenzia sia l’evidente incapacità politica di Grillo, che propone un candidato non in grado di “spaccare” il PD, come quando designarono Rodotà, sia l’involuzione dei partiti di destra: da una parte Berlusconi che, sì, è fisicamente ancora presente, ma i suoi parlamentari non obbediscono all’ordine di votare scheda bianca; dall’altra il Nuovo Centro Destra, che con Alfano ostenta tutta la sua fragilità. Il risultato è che Mattarella è stato eletto con 665 voti su 995 votanti, perciò non resta che augurare buon lavoro al nuovo Presidente.

 

 

 

NESSUN COMMENTO

Lascia una risposta