Pensione con laurea: si può fare?

Pensione con laurea: si può fare?

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Raggiungere la pensione è diventato un miraggio. Figuriamoci per un Neo Laureato che deve trovare lavoro; che deve lavorare fino a 70 anni; e che cerca di recuperare gli studi universitari per raggiungere prima e meglio la pensione.

Partiamo proprio da quest’ultimo punto. Se un laureato vuole recuperare quegli anni in cui ha lavorato nonostante tutti, o quasi tutti, scrollassero la testa a mo’ di condanna, deve fare bene i suoi conti: ogni anno passato nelle aule universitarie ha un costo di 4.560 € (qualora non abbia mai percepito redditi da lavoro): questo significa che per 5 anni di Università deve sborsare 22.800 Euro allo Stato in attesa della futura pensione.

Quanto possiamo ottenere da questo investimento? Se il Neo Laureato va in pensione fra 40 anni (circa 70 anni d’età) il calcolo è semplice: 22.800 (soldi pagati allo Stato per riscattare la laurea) moltiplicati per 6,54%  (coefficiente di trasformazione INPS per determinare l’importo annuo della pensione di vecchiaia contributiva).

Il risultato? Per ogni anno da pensionato lo Stato riconoscerà 1491 euro, il che significa che per guadagnarci qualcosa devi vivere fino a 90 anni, solo allora potrai vedere riconosciuti 29.820 € nel tuo conto.

Inoltre, è bene considerare che qualora riscattasse gli anni di laurea il Neo Laureato deve tenere in considerazione questioni non secondarie:

1. Se muore prima dei 70 anni i soldi versati sarebbero persi per sempre;

2. Nel caso restasse vivo, ma morisse prima dei 90 anni, riceverebbe ancora meno di quanto versato;

3. Infine, il denaro versato non gli verrà restituito in un’unica soluzione dopo 40 anni, ma rateizzato.

Unitamente al fatto che non si può liquidare l’investimento prima della pensione, possiamo dire che da un punto di vista economico il riscatto della laurea è una Minchiata pazzesca.

A questo punto le strade sono tre: la prima è pagare i 22.800 Euro allo Stato; la seconda è andare a Cuba (cd. scelta pareto-efficiente) e godersi in un’accogliente casa particular i 22.800 € risparmiati per il riscatto; la terza è investirli sul mercato in pacchetti finanziari di pari rischio, attraverso apposite soluzioni pensionistiche.

In quest’ultimo caso assumiamo prudenzialmente il rendimento del 2% e i flussi li reinvestiamo per tutti i 40 anni di lavoro: all’età di 70 anni il nostro Fu Neo Laureato avrebbe a disposizione 50.343 €, circa 20.000 € in più di quelli che potrebbe ricevere a 90 anni dallo Stato Italiano.

Lo scopo dell’articolo non era far bestemmiare chi ha riscattato gli anni di laurea (a cui va tutta la mia solidarietà), bensì evidenziare come il fondo privato avrebbe garantito più denaro e avrebbe assicurato un rendimento per la sua attività, che essendo tassato avrebbe portato vantaggi anche per lo Stato (i.e. per noi).

La mancanza di competitività pubblica rispetto al privato non la scopriamo certo oggi con l’articolo in questione, tuttavia è bene evidenziare il perdurare di questa condizione: da un lato lo Stato che non fornisce servizi adeguati alla domanda, anzi tassa, blocca e burocratizza; dall’altro il ‘Privato’ che galleggia senza trovare una chiave d’accesso alle persone.

Nell’attesa di approfondire le offerte del ‘Privato’, accarezziamo l’idea di andare a Cuba – sole, mare e pesce (per chi piace) – che magari proprio lì, nella terra del Socialismo, del Che e di Fidel, non ci sia una svolta liberista di tutto rispetto…

 

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