L’immigrazione non è un problema

L’immigrazione non è un problema

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fonte: livesicilia.it; arezzonotizie.it

In questo articolo riportiamo l’intervista che abbiamo fatto a Stefania Magi, assessore politiche sociali di Arezzo, sulla questione immigrazione. Aretina, classe ’63, Stefania Magi ottiene la laurea in Medicina presso l’Università Cattolica – Policlinico Gemelli di Roma, dove si specializza in Neurologia. E’ autrice di lavori scientifici internazionali sulle malattie neuromuscolari. Fa il suo ingresso in politica con il Partito Democratico. Ricopre la carica di Assessore nel Comune di Arezzo con deleghe per i Servizi al cittadino, Servizi demografici e statistica, Politiche per l’integrazione dei nuovi cittadini e le Pari opportunità, Politiche internazionali.

Lo scorso 11 dicembre 2014, in occasione della presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2014, Stefania Magi ha affiancato Franco Pittau, direttore del Centro Studi e Ricerche IDOS.

Le chiediamo una richiesta d’interpretazione sulla differenza di vedute tra la concezione ottimistica e speranzosa rispetto al tema dell’immigrazione proposta dal Professor Pittau, e quella del cittadino “medio” che la concepisce come un problema serio e concreto, e che Matteo Salvini vorrebbe rappresentare da un punto di vista politico.

“L’immigrazione è un fenomeno umano e sociale – risponde (a memoria) l’Assessore: un flusso di persone che è sempre esistito. Ne va preso atto al più presto per governarlo al meglio. Mi preoccupa la tua visione del cittadino medio che la vede come Salvini, può darsi che io frequenti persone particolari, che non riflettono la popolazione generale, però non farei mia questa percezione, come se la maggioranza delle persone la vedesse (l’immigrazione, nda) come un problema. Prendo atto che tu me lo dica come anche un campanello d’allarme. Ci sono un sacco di luoghi comuni, tante falsità che vengono proposte. L’aspetto positivo, banale e concreto, è quello del sostegno alla demografia nazionale, quindi a tutto il sistema del welfare: una popolazione come la nostra, che invecchia e nella quale i figli sono pochi, il numero di pensionati cresce esponenzialmente, riducendosi il numero di persone in grado di lavorare, quindi di pagare i contributi. L’Europa sta implodendo demograficamente e l’Italia più degli altri. Credo che molte persone provino un mix di paura e pregiudizio. Mi sembra del tutto normale: anche un bambino, quando gli arriva un fratellino, può entrare in crisi. Tutti hanno difficoltà e provano disagio quando ci rapportiamo con chi è diverso”.

L’Assessore Magi quindi non crede che l’immigrazione sia un problema; crede piuttosto necessari una buona dose di equilibrio, saggezza, e razionalità per un’immigrazione qualificata. Soprattutto non bisogna lasciarci coinvolgere da schemi banali. Riguardo all’ambito dei profughi, l’emergenza non deve esasperare l’idea di una vera e propria “invasione”. Bisogna sapersi organizzare rispetto ai nuovi arrivi. E’ stupido pensare che, chiudendo le frontiere e non facendo figli, il lavoro si conservi.

Chiedo all’Assessore come nasce il suo interesse per l’immigrazione, lei che è laureata in Medicina e ha conseguito il Master in management e sanità, che è responsabile per la Regione Toscana del sistema di valutazione performance delle aziende sanitarie, e consulente del ministero della salute per la valutazione delle performance sanitarie.

“La motivazione principale è il valore dell’uguaglianza espresso dall’Art.3 della Costituzione. La seconda è legato alla curiosità e si traduce nel viaggio: più si conosce (lei stessa ha trascorso periodi di studio in Germania e negli Stati Uniti), più si risponde meglio alle ingiustizie, alle malattie, perché non basta la mera applicazione della tecnica.

 

 

 

 

 

 

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