L’era degli Underwood

L’era degli Underwood

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fonte: artribune.com; vigamusmagazine.com

Non lo nego: io amo Frank Underwood. E non solo perché il suo nome evoca il “sottobosco”. Amo Frank Underwood perché é familiare. Lo amo perché somiglia a tanti di tutti. A tanti politici che ogni giorno vediamo, ascoltiamo. Ma ancora di più amo la sua somiglianza con Matteo Renzi. Ora voi mi direte due cose:

  1. Sei pazza. Frank é un drittone abilissimo con i media e con la politica. Sarà pure uno stronzo, ma è interpretato da Kevin Spacey…un po’ di rispetto insomma.
  2. Frank Underwood si ispira ai presidenti americani, non c’entra niente con quel bischero di Matteo.

E invece no. Perché la nostra, più che quella americana, è la stagione degli Underwood. Intanto allego una prova visiva di quanto affermo. Eccolo: Matteo Renzi accanto a Putin e sotto, in una scena della terza stagione di House of Cards, Frank con il Presidente Russo Petrov.

fonte: netflix.com, ilmanifesto.info
fonte: netflix.com, ilmanifesto.info

Non siete convinti? Volete qualcosa di più sostanziale? Dico che è la stagione di chi va dritto per la sua strada. La stagione di chi se ne frega della democrazia (forse, a discolpa, perché la democrazia è la più grande bufala della storia…). Come Frank, che destina i fondi per le emergenze e le catastrofi naturali della FEMA al suo programma American Works, il buon Matteo Renzi decide di dare gli 80 euro in busta e il Jobs Act. Tutti gli dicono che arriverà il tornado e lui dice no, state tranquilli che troveremo altri soldi… Nel frattempo è uscito il DEF (documento di programmazione economica) con circa 500 milioni in meno del previsto e… è crollata una scuola a Ostuni… dopo che avevano da poco finito i lavori… lavori promessi in molte scuole ma in parte accantonati dal Governo a causa delle riforme.

Come?? Non vi basta? Non si assomigliano ancora abbastanza? Va beh, non avevo intenzione di ritirare fuori la faccenda ma…non dimentichiamoci per favore di Letta! Renzi che lo rasserena, Renzi che scatta in avanti e…boom. Letta finisce nel dimenticatoio. Ma non è come il povero Presidente Walker fatto fuori abilmente da Frank Underwood nella seconda stagione?

Quando ho deciso di scrivere l’articolo, credevo di averci pensato solo io a questa faccenda della somiglianza tra politici-veri e politici-fiction. Invece il 7 marzo il Fatto Quotidiano mi ha battuta sul tempo, scrivendo un pezzo su Renzi e Underwood. Mi ero già rassegnata a cambiare argomento quando ho riletto il pezzo scritto da Stefano Feltri. E mi sono accorta di una cosa: Feltri assegna a Renzi un ruolo raffinatissimo. Insomma, dalla sua analisi, che vi invito a leggere, scappano fuori nomi tipo Machiavelli, intrighi degni appunto del più abile politico che abbia messo piede in parlamento.

Così mi sono detta: anche no! Insomma sono convinta che Renzi e Underwood come vi ho dimostrato a modo mio, si assomiglino ma sono anche convinta che il punto non sia la loro somiglianza nei fatti o atti politici, o quantomeno, non è questo che dovrebbe preoccuparci. Quello di cui preoccuparci è piuttosto quel certo modo di fare le cose. Quel grado di risolutezza e determinazione che porta un uomo ad andare in una direzione nonostante tutto e tutti. Quel livello di caparbietà tale da farci arretrare così da non sondarne la profondità. Essere decisi oggi e giocarsi ogni cosa é una caratteristica rara. Chi c’è l’ha si tramuta in un predatore e il mondo é la sua selvaggina. Così mi é venuta in mente un’altra serie piuttosto inquietante e secondo me politicamente molto vera: Fargo.

Ho pensato questo: Matteo Renzi é uno che sa perché l’evoluzione ha permesso all’occhio umano di distinguere più tonalità di verde di qualsiasi altro animale (vi rimando alla visione dell’ultima puntata di Fargo per risolvere l’arcano).

Matteo e Frank sono figure dell’evoluzione darwiniana della scena politica. Ogni tanto la storia fa un salto e produce un’evoluzione. In che direzione sia questa evoluzione nessuno lo sa con esattezza. Si sa solo che chi non evolve…si estingue. E mentre mi rigiro inquieta nel mio letto cercando di capire quale genere di mutante sia Renzi, e ovviamente mi viene in mente l’avvicendamento Letta/Renzi e Walker/Underwood, penso alla battuta che fa in House of Cards una giornalista la quale infatti sostiene: “Abbiamo barattato un incapace con un dittatore”.

Merda. Adesso ho capito.

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