L’anonimo secentista del semaforo delle Vertighe

L’anonimo secentista del semaforo delle Vertighe

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Qualche pomeriggio fa ero appisolato in mutande sul mio letto, con il ventilatore al massimo che puntava sui miei piedi. Mi ero preso un pomeriggio intero per cercare di capire l’utilità dei semafori pedonali istallati, ormai da un po’, sulla strada adiacente al Santuario di Santa Maria delle Vertighe.

Alla fine arrivai a un bivio, le possibilità erano due: o si è trattato di un favore elettorale, oppure all’amministrazione comunale era apparso in sogno Padre Pio, che chiedeva loro di istallare un paio di semafori pedonali in suo onore.

Le prove che supportavano quest’ultima mia teoria erano due:

1) la prima strada dopo i semafori è intitolata “Padre Pio da Pietrelcina”.

2) Padre Pio è un elettore del PD.

Come oso? Ebbene, il presidente e cofondatore del Movimento di Responsabilità Nazionale ed ex sottosegretario all’Economia Bruno Cesario, disse, circa la sua elezione del 2011, che il Partito Democratico che lo aveva candidato non voleva la sua elezione: “Un miracolo di Padre Pio” – dichiarò. Poi, una volta in Parlamento, Cesario passò dalla parte di Berlusconi, ma questa è un’altra storia.

Ad ogni modo, prima che potessi concludere il mio ragionamento, e quindi capire finalmente il senso di quei semafori, un urlo di donna mi ha fatto precipitare verso i miei vicini. Occhi tiroidei fuori falle orbite, la mia vicina piangente senza dirmi niente mi consegnò un foglio di quaderno.

Per lo stesso motivo e con la stessa preoccupazione di Alessandro Manzoni per i Promessi Sposi (“Ma, quando io avrò durata l’eroica fatica di trascriver questa storia da questo dilavato e graffiato autografo, e l’avrò data, come si suol dire, alla luce, si troverà poi chi duri la fatica di leggerla?”), ho deciso di riportare questo strano testamento.

 

E’ giunto il momento, non vi reggo più

me ne vado per sempre, addio gentaccia brutta

me ne vado e con la seguente, cito i fortunati del mio testamento

quelli a cui lascio tutte le spese sospese.

 

Al mio terapista, che mi diceva che il mio problema

era che mi circondavo di persone negative

poi mi prendeva 100 euro. Forse il mio problema era lui.

A mio zio, che non caca per non sprecare carta igienica

e tira lo sciacquone ogni 5-6 mandate:

ma che senso ha essere il più ricco al cimitero?

A quel professore incompetente

che ti lascia la rabbia di averti fatto perdere tempo,

ruba la cattedra però non è un ladro, anzi prende pure lo stipendio.

 

Agli attori porno che non ci mettono un minimo di sentimento

che io senza sentimento non vengo,

resto.

Al tempo, che se lo ammazzo non vuol dire che sono un assassino

ma se mi annoio o mi diverto

non faccio male a nessuno.

Al parrucchiere che alla fine del taglio chiede se va bene

come se nel caso non andasse bene, mi riattacca i capelli?!

Se non mi va bene non ti pago, no? Mi sembra più normale!

Signori io vi lascio le mie spese, perché me ne vado….

 

Me ne vado al mare

o in montagna a sciare

senza chiederlo a nessuno

mi fingerò qualcuno

che se non vi dispiace

voglio stare in pace.

 

Alle madri che “Oh il mi figliolo si è laureato col massimo dei voti

è bravo è bello non potevo far di meglio”

E a chi confonde la debolezza e la superstizione con l’umiltà.

A coloro che non mi hanno invitato perché immaginavano che non avrei accettato l’invito

e mi hanno rubato la soddisfazione di inventargli una scusa,

perché questo e poco altro avrebbero meritato.

Ai servi dello Stato che vengono arruolati per la loro capacità

di non capire le barzellette su di loro,

da una parte, ma solo da una parte, meglio disoccupati che servi dello Stato.

 

Al sindaco incapace, all’assessore disagiato

a chi lascia la televisione accesa di notte

a chi si lascia stuprare il proprio diritto di sognare.

Al mio datore di lavoro

che si è approfittato del mio ingenuo bisogno

ma non mi sono arreso e il mio spirito al paradiso sarà degno

Invece, tutto quello che di buono ho fatto

lo lascio alla memoria di colui che solo è riuscito a capire i miei momenti

Romeo, il mio yorkshire nano, solo lui infatti capirà che io…

 

Me ne vado alle Hawaii

oppure in un posto che non sai

puoi venire anche tu

o preferisci non vedermi mai più?

Ma se non ti dispiace

lasciami stare in pace.

 

“Signora, mi dispiace che suo marito se ne sia andato” furono le uniche parole che uscirono dalla mia bocca.

“Quanto sei ingenuo – rispose lei – io mi dispero non perché se ne sia andato, ma perché se ne è andato con le mie sigarette!”.

 

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