Fiducia alle banche: a lezione da Frank Capra

Fiducia alle banche: a lezione da Frank Capra

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La parola più abusata del 2015 è stata senz’altro #FIDUCIA. FIDUCIA per il Governo, FIDUCIA alle banche, FIDUCIA al ministro, FIDUCIA nel prossimo, FIDUCIA nella religione.

E tanto per dare qualche indicazione: se digitate FIDUCIA su Google (e perchè no? Google è praticamente l’alterego logorroico di Dio considerato che ci rivolgiamo a lui per ogni tipo di dubbio e lo preghiamo di aiutarci, lui ci risponde e certe volte ci critica correggendo le nostre domande…), dicevo, se digitate #FIDUCIA su Google troverete le definizioni dei vari dizionari e due alquanto inquietanti risultati.

Il primo è questo di cui vi riporto immagine: su Facebook non esiste FIDUCIA. Già. Facebook non riconosce la parola FIDUCIA a causa del file robots.txt del sito. Anche perchè la FIDUCIA non serve su Facebook. Facebook è come la TV generalista, come i settimanali di Gossip, tu ci puoi credere o no, se ci credi bene per chi vuol essere creduto, se non ci credi peggio per chi viene sbugiardato ma tanto Facebook ci guadagna lo stesso..

facebook-banca-etruriaIl secondo risultato è che #FIDUCIA è stato un trend topic su Twitter Italia il 22 dicembre. Il perchè lo sappiamo bene: La storia del Ministro Boschi, la vicenda di Banca Etruria, annessi e connessi dei patti tra M5S e Governo Renzi, il povero pensionato che prima si ammazza per altri motivi e poi invece torna ad essere vittima delle banche (qui la vittima vera è proprio lui, fiduciato-sfiduciato-rifiduciato dall’informazione pubblica che si affretta a dare notizie approssimative invece di attendere che gli eventi prendano una forma meno nebulosa).

Nel frattempo è arrivato e passato Natale tra una statistica e un’altra rispetto alla #FIDUCIA dei consumatori verso il mercato, tutti in attesa di sapere se ci fidiamo abbastanza del futuro da comprare ancora i regali per amici e parenti, da acquistare non solo mezzo pandoro ma pure il panettone e il torrone. Insomma di #FIDUCIA si parla. E di #FIDUCIA si deve parlare considerato che la #FIDUCIA è il marker economico per eccellenza, moltiplicatore di benessere, speculazione e capitali.

Così il 25 dicembre, mentre guardavo a casa La vita è meravigliosa (1946), ho scoperto che Frank Capra (il regista di questo meraviglioso film in bianco e nero) aveva già capito tutto rispetto a cosa fosse la #FIDUCIA, anche senza hashtag e anche senza crisi di Banca Etruria. La vicenda racconta di George Bailey, modesto cittadino che apre una sorta di Banca privata che si regge su un principio: ogni cittadino versa i suoi soldi come in una comune Banca. Questi soldi vengono investiti non in titoli, derivate, obbligazioni o subordinate, ma nelle imprese degli altri cittadini: bar, negozi, ristoranti, aziende di servizi. Così ognuno guadagna dal benessere altrui ed è piccolo azionista del luogo in cui abita. Va da sé che nessuno boicotta l’altro perché si sente partecipe delle fortune dell’economia sociale. Questo circuito consente così ai cittadini anche meno abbienti di avere una casa e lavorare. La nemesi di George è invece Potter ricco banchiere che per tutto il tempo specula sulle disgrazie altrui cercando di impossessarsi della città, magari a metà prezzo. Potter è il ladro, il banchiere.

Cosa aveva capito Frank Capra? La #FIDUCIA è la vera ricchezza, senza quella siamo destinati a guardarci l’un l’altro con sospetto e tenerci i soldi (per chi ne ha), sotto il materasso.

Perciò non vi dispiacerà se dico la mia sulle questioni da poco messe in luce a proposito della Troika vero? La traduco così: dare #FIDUCIA a POTTER, POTTER e POTTER, distruggendo la possibilità di noi cittadini di investire sul panaio sotto casa, perchè almeno posso vederlo quello che fa, la #FIDUCIA la posso mangiare e metterci dentro mortadella e formaggio.

Io voto George Bailey.

 

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