Elezioni Regionali 2015: il partito del Voto

Elezioni Regionali 2015: il partito del Voto

Chi sono i votanti certi delle Regionali 2015?

Prima di entrare nel dettaglio, proviamo a ricapitolare le motivazioni principali di coloro i quali non si presenteranno alle urne:

– Se un cittadino non vede rispettato il programma elettorale che ha votato, può arrabbiarsi: 1, 2, 3 volte, anche 4. Poi smette di andare a votare.

– Se un cittadino legge continuamente di corruzione dilagante che coinvolge figure politiche, si schifa e non vota più.

– Se un cittadino non vede rispettato l’esito del quesito referendario (come nel caso acqua/bene comune) si può scoraggiare e disilludere. E non va più a votare.

– Se non viene rispettata la decisione di un Organo dello Stato che tutela i diritti e le tasche del cittadino (come nel caso pensioni/Consulta) che cosa può accadere?

Con molta probabilità il cittadino comune se ne andrà al mare…

Proviamo a disegnare una piccola geografia elettorale attiva, di quei cittadini che invece si presenteranno alle urne il 31 maggio prossimo.

1. Chi andrà al voto saranno sicuramente gli addetti ai lavori che fanno politica per mestiere: hanno le mani in pasta e vogliono tenercele ancora. Con lo scontro interno ai partiti e tanti candidati che provengono dallo stesso bacino elettorale, è scoppiata una forte conflittualità e i mestieranti della politica avranno un bel da fare a giocarsi ogni singolo voto di preferenza.

2. Poi ci sono gli amministratori locali che cercano voti per una lista o per un candidato: hanno raggiunto la poltrona di Sindaco o Assessore grazie al simbolo di partito e ora devono aiutare loro il partito. Si spiegano così le facce sorridenti che vedete ai mercati settimanali e le cene organizzate a 20 euro (spesso sono centri sociali gestiti dagli ultras del voto, ma per questo c’è un paragrafo a parte).

3. E ancora: quelli che vanno al voto perché conoscono il candidato, quindi la stima personale nei confronti di una persona che considerano onesta e capace, che magari ci sono cresciuti insieme e vogliano sostenerla perché se lo merita. In queste settimane ho sentito spesso: “Non ci sarei andato poi ho saputo di X e gli dò una mano”. Oppure “Lo voto perché lo conosco, ma soprattutto perché posso arrabbiarmi con lui se non fa per bene”.

4. Infine, gli ultras del voto, come dicevo. Sono votanti siempre: hanno una fascia d’età alta e si assottigliano numericamente in modo inevitabile. Carta canta. Sono però ancora sul pezzo. Magari sono passati dal PD renziano a Sinistra Ecologia Libertà di Vendola per meglio organizzare le barricate alla modernità. Oppure da Berlusconi alla Lega Nord di Matteo Salvini perché più a destra non vedono altro. Tuttavia, sono sempre lì a difendere il concetto che quando le ideologie del Novecento governavano il mondo era più bello e più semplice, e poi erano più giovani e poi…

Già tutte queste figure politiche o pro partitiche, raggranellano molti dei votanti che poi vediamo recarsi al seggio elettorale.

5. A questi va aggiunta un’altra categoria: i votanti funzionali ovvero i battitori liberi. Il voto regionale è un voto al governo locale, del territorio, e quindi votano secondo il loro punto di vista sulle cose da fare. Rispetto a loro, ascolto dichiarazioni di voto di ogni tipo:

“Non lo voto più perché ha smantellato la sanità”.

“Lo voto perché ha costruito il raccordo autostradale dopo venti anni di attesa”.

“Non lo voto perché gli immigrati hanno invaso la città”.

“Lo voto perché ha detto che gli immigrati devono stare a casa sua” (non a casa loro)

“Non lo voto perché lo svincolo lo doveva fare un metro più a valle…”

Così, di questo passo, arriviamo alla percentuale di votanti che scopriremo soltanto domenica sera. Ci vuole ancora un po’ di pazienza anche per capire se il cittadino comune, quello che non rientra in queste speciali categorie, andrà al voto o resterà a casa.

Oppure,  se avrà convinto qualcun altro a non andare a votare perché meglio niente, che illusi e usati.

 

 

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