Critica al formalismo matematico di Hegel

Critica al formalismo matematico di Hegel

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Considerando quanti si fermano al titolo o, ancora peggio, all’autore, io sono estremamente consapevole che questo articolo verrà letto dall’editor di questo blog, da qualche amico e forse, dico forse, da mia sorella.

È chiara e talvolta evidente la superficialità della gente, e io, con questo articolo, la voglio sfidare. Si tratta di un esperimento per provare quanti si lasceranno influenzare dal titolo di un articolo per scegliere se leggere o no il relativo contenuto. Un titolo che ha per il lettore avesse lo stesso effetto della borsetta da donna indossata dall’uomo: il primo anti-lettura, il secondo anti-fica. D’altronde Hegel è uno dei più noiosi e odiati filosofi che si studiano alle superiori, forse perché i professori ne danno un’immagine accademica, lo rendono inarrivabile.

Dicessero che ebbe una relazione amorosa con la sua governante; o che, si narra, sostituì alla lettura mattutina della Bibbia quella della gazzetta (non dello sport, ma il concetto è quello); oppure, che un giorno il domestico lo chiamò a gran voce perché in casa era scoppiato un incendio e Hegel lo guardò stupito dicendogli: «Informa mia moglie, non sai che è lei a occuparsi delle faccende di casa?» Probabilmente Hegel verrebbe “umanizzato” e almeno gli studenti capirebbero dapprima di aver a che fare con un uomo prima che con un filosofo.

A questo punto, Hegel a parte, il lettore coraggioso che ha scelto di affrontare la lettura dell’articolo si aspetta da me uno scritto qualc per cui sia valsa la pena scommettere. Parafrasando Emmanuel Carrère voglio farvi una proposta, ma a differenza dello scrittore parigino voglio stimolare la vostra mente, toccarvi il cervello riportandovi delle semplici notizie. Per esempio:

1. Notizia di cronaca: un mesetto fa, durante una puntata della versione marocchina di C’è posta per te (Al Mousameh Karim) il mittente e il destinatario invece di riappacificarsi sono finiti col fare a cazzotti costringendo il presentatore, versione marocchina di Maria de Filippi, e tutto lo staff a intervenite per sedare la rissa.

2. La mia dichiarazione d’amore: “lei ha i capelli lunghi, gli occhi verdi ed è simpatica, intelligente. Sa guidare e cucinare, ha un grande spirito di avventura, le piace viaggiare, le piace conoscere, le piacciono tutte quelle esperienze che la fanno crescere e sentire viva! E’ timida, perché è sensibile, ama i suoi amici, il suo cane, i bambini e ama vivere. E’ fragile, quindi ha paura, quel tipo di paura che se la conosci ti vien voglia istintivamente di proteggerla dal mondo! Non vuole pesare sui genitori e anche se ci litiga li rispetta e non può fare a meno di loro, perché loro hanno bisogno di lei e lei ha bisogno di loro.. E bellissima, sì! Perché ha quel fascino incredibile che ti fa aumentare il ritmo cardiaco quando le sei vicino, ha una pelle così morbida, è essenzialmente Donna, è questo che mi fa impazzire, quando la guardo camminare, come si pone con le persone… Lei mi ha cambiato la vita, non so come spiegartelo, ma i suoi occhi mi rendono felice. Lei è l’ispirazione della mia vita. Se solo sapessi quello che ha fatto per me, quello che fa quando è gentile ed educata con gli altri, quando ascolta i suoi amici, quando accompagna sua madre, quando cerca di non litigare con sua sorella perché glielo chiede la madre, quando gli altri riconoscono l’effetto che lei ha su di me, quando sorride, quando parla di sé, quando si confronta con gli altri, quando ha bisogno di qualcuno che la conosca perché l’ascolti, quando gioca coi bambini, quando porta il suo cane a passeggiare mentre nevica, una volta mi chiedesti cos’è per me l’amore…forse è quando non riesci a fare a meno di lei, quando fai di tutto, inventi qualsiasi cosa per farla sorridere, vederla sorridere, quando metti da parte l’orgoglio e le mostri chi sei autenticamente, nel bene e nel male, quando muori di gelosia, quando non fai a meno di toccarla, sfiorarla, aiutarla, baciarla, sognarla. Quando ti immagini con lei, quando la tua vita è migliore perché c’è lei, quando trovi risposte alle tue domande, quando vedi il sole anche quando non c’è, quando diventa il ricordo più bello e la speranza più desiderata, quando pur di realizzare i suoi sogni affronteresti le tue paure più grandi, questo credo sia l’amore! E non te ne rendi conto subito, devono passare gli anni. Il tempo dimostra la costanza, la verità, la sincerità.”.

fonte: lastampa.it
fonte: lastampa.it

3. Altra notizia di cronaca. Il mese scorso, Silvio Berlusconi era al Teatro della Gioventù di Genova per sostenere la campagna elettorale del candidato Governatore di Forza Italia Giovanni Toti. Alla fine del suo comizio è caduto dal palco a causa di uno sgabello comunista, dice lui.

L’esperimento mostrerà come voi, che siete andati oltre il titolo e vi siete spinti a leggere, incuriositi, il contenuto di questo articolo, vi ricorderete almeno di una delle tre notizie riportate. Da questo momento, per dirla ancora alla Carrère, smettete di leggere per 1 minuto o anche 60 secondi.

Se l’esperimento non fosse riuscito, per pararmi il sedere e svolgere il mio lavoro, vi riporto un’altra notizia, sicuramente degna di nota: l’intervento chirurgico che ha registrato, solo nel 2014, un aumento delle richieste pari a oltre il 20% è l’allungamento e l’ingrandimento del pene. A richiederlo sono stati soprattutto giovani tra i 18 e i 35 anni d’estrazione socio-culturale medio alta, per migliorare un rapporto in crisi, o a causa di una malattia, o per superare le difficoltà dovute alla bassa autostima che, nel caso specifico, si definisce affetta dalla “sindrome da spogliatoio”

Giovanni Alei, direttore del Centro di chirurgia genitale maschile del Policlinico Umberto I di Roma, presidente della Società Italiana di Chirurgia Genitale Maschile (Sicgem), in occasione dell’incontro “Salute sessuale maschile: La nuova chirurgia mini invasiva e correttiva”, ha spiegato che «viene adottata la metodica che prevede l’inserimento di un distanziatore in silicone fra pube e base del pene, che ben si adatta alle caratteristiche anatomiche del paziente. Per l’ingrandimento, il problema riscontrato nelle tecniche tradizionali è legato al grasso utilizzato. I pazienti in questo caso avvertono la sensazione di avere una sorta di strato di gommapiuma, tra la cute e i corpi cavernosi. Al Policlinico si è cominciato a usare invece il derma umano e suino liofilizzati ottenendo ottimi risultati». Volete i numeri? Le tecniche attuali consentono aumenti di dimensione intorno al 25-30%.

Se considererete quest’articolo un’offesa al giornalismo, sappiate che mi incazzerò come Mauro Corona quando lo fanno aspettare a sentir “maiali” senza poter parlare o, peggio ancora, come Formigoni quando perde l’aereo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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