Confindustria: Arezzo, Siena e Grosseto si uniscono

Confindustria: Arezzo, Siena e Grosseto si uniscono

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fonte: notia.it

Il momento è importante: la prima Assemblea Generale di Confindustria Toscana Sud (Arezzo, Siena e Grosseto).

C’erano tutti, o quasi: Andrea Fabianelli, presidente della nuova Assemblea degli industriali Toscana Sud; Vincenzo Ceccarelli, Assessore della Regione Toscana con deleghe all’Urbanistica e alle Infrastrutture; Antonio Tajani, Vicepresidente del Parlamento Europeo; e Giorgio Squinzi, leader nazionale di Confindustria.

La Pubblica amministrazione ovvero il potere burocratico: è stato al centro del dibattito.

Il Presidente Fabianelli ha scagliato la prima pietra contro l’invadenza della burocrazia, sia rispetto alla politica che agli imprenditori:

“Dateci un paese normale e vi faremo vedere di cosa siamo capaci. Non è un paese normale perché dalla Tirrenica, alla E 78, passando dai cantieri sulla E 45 e dal ponte chiuso sulla Cassia, tutto resta a metà”.

Fabianelli ha concluso il suo intervendo citando Galli della Loggia, che dalle pagine del Corriere della Sera aveva evidenziato sia lo strapotere dei burocrati che le incapacità dei politici: un richiamo che diventa un assist per il Presidente Squinzi:

“Non abbiamo fatto pulizia a casa nostra: mettere mano alla pubblica amministrazione per revisionarla: ormai è ineluttabile”.

Il presidente Squinzi chiama così in causa Renzi, riconoscendogli un unico atto a favore degli industriali: la risoluzione del sequestro del cantiere Fincantieri a Monfalcone, dove 5000 dipendenti hanno rischiato il lavoro perché non erano state individuate le aree per i rifiuti.

È questa l’occasione per Antonio Tajani, Vicepresidente del Parlamento Europeo, per entrare nel dibattito:

“Dall’austerity alla crescita: non basta dirlo, dobbiamo farlo. Obiettivo principale per sconfiggere la disoccupazione, aiutare le imprese a investire. Ma il mancato pagamento della pubblica amministrazione alle imprese annunciato da Renzi a Porta a Porta dov’è? La Finanza ha paura dell’Italia, della burocrazia. È tanto lo sperpero di denaro pubblico da parte di tutti”.

Quindi Renzi come tutti gli altri? Nessuno che lo dice in modo esplicito, nessuno che sembra però credere al taglio delle tasse annunciato. E nessuno che riconosce la crescita. Anzi, Squinzi non esita ad affermare che:

“La crescita del 2% è il minimo. Qualche segnale modesto, un cambio di tendenza, grazie ai fattori esterni: immutato cambio Euro/Dollaro, diminuzione dei costi del petrolio, nuove immissioni di risorse grazie a Mario Draghi, che è l’unico ad avere una prospettiva nella UE”.

Entra così in scena il terzo atto: la situazione in Europa.

Squinzi è lapidario:

“La visione politica italiana in Europa è quella dove noi non ci siamo”.

Mentre Tajani abbozza un ragionamento:

“In Europa non contiamo niente. Siamo marginali. Non siamo attivi. Angela Merkel è preparata. Gli altri leader non lo sono altrettanto. I tedeschi sono i più presenti. Bruxelles è un’altra capitale. Bisogna organizzarci come ha fatto Confindustria che è anche a Bruxelles. Se si vuole contare bisogna fare così. Un errore politico quando il Governo Letta scelse la Commissione della politica estera, e non il portafoglio economico internazionale. Il commercio internazionale… quello sì. Si segue troppo il Corriere della Sera. Si segue il prestigio ma non le cose che fanno la differenza. Siamo italo centrici”.

Squinzi e Tajani sono amici di vecchia data. E per chi non lo sapeva ancora, lo hanno detto a fine incontro, ridendo.

Non basta certo questo per spiegare l’intesa nel colpire una classe politica inerme di fronte alla burocrazia, e quindi incapace di dare risposte ai cittadini. Da questo punto di vista è esemplificativo il botta e risposta tra il moderatore dell’incontro – il Direttore di Rtv38 Francesco Selvi – e l’Assessore Vincenzo Ceccarelli sul tema dei treni: un problema che nel corso degli anni è aumento in modo esponenziale, con gravi episodi proprio negli ultimi giorni.

“Farete la voce grossa con Trenitalia e Rfi?” – chiede il Direttore.

“L’abbiamo già fatta…” – risponde l’Assessore.

Perché poi, alla fine, uno può raccontarla come vuole ma se i problemi restano o peggio ancora aumentano, ti rimangono due strade: o cambi verso per davvero oppure prendi quello che viene.

Ci ritroviamo nella seconda situazione.

L’Assemblea degli industriali della Toscana Sud, dove non sono mancati momenti interessanti, soprattutto per quanto riguarda la politica italiana in Europa, era parziale. Era parziale proprio perché mancava una figura che potesse rappresentare a tutti gli effetti la politica del Governo Renzi, e non è la prima volta che succede. Poteva essere interessante criticare Tajani sui mancati atti politici di Berlusconi in Europa, e magari ricordare a Squinzi che non si può essere a favore di un Governo solo quando propone una legge come sognavi da tempo.

È un discorso d’insieme. E non fatemi fare il renziano.

 

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