Arezzo vista Londra

Arezzo vista Londra

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fonte: 5561.ghost.io by Christiàn Guajardo-Garcìa

Avete presente quando vi rimangono impresse brutte abitudini? Non so, lasciare la tavoletta del water alzata tipo, o gettare mozziconi di sigaretta nel marciapiede. Piccoli gesti sbagliati, ma che ripetete giorno per giorno, come se ormai fossero parte di voi stessi. Gesti che diventano così automatici, da non accorgervi nemmeno che sono cose errate. Ecco noi italiani ormai siamo fatti così. Siamo così abituati ai treni in ritardo di ore, alla corruzione dei politici, alla criminalità, alla maleducazione, alle infinite procedure burocratiche per un rinnovo della patente o un divorzio. Siamo così abituati ad avere la merda attorno che l’accettazione di essa prevale sulla ribellione e la percepiamo come normalità, senza più scandalizzarci; proprio come la tavoletta del water alzata.

Non è così in Inghilterra. Ad esempio qui i treni arrivano sempre puntuali e per me che ho fatto a lungo il pendolare in Italia, questo è un grossissimo problema. Vai alla stazione con calma dicendo “tanto non arriverà mai alle 8.13”. Arrivi alla stazione alle 8.14 ed il treno se ne è già andato da un minuto. La puntualità non è un caso, è costante ed assidua in questo paese, perché agli inglesi non piace perdere tempo. Tu invece sei così lento e così abituato ai ritardi del Regionale Veloce (sì, quando mai…) per Santa Maria Novella, che perdi sempre il treno inglese. Certe volte finisci quasi per rimpiangere Trenitalia, ovvero rimpiangere ciò per cui ti sei sempre lamentato.

Altro esempio: l’educazione. È un dato di fatto che gli inglesi sono tra le persone più educate del pianeta. Ovunque vai a Londra le parole che sentirai di più ogni giorno saranno sempre: “thank you, please, cheers, sorry, welcome”. La parola “sorry”, ovvero “scusa, scusami” in italiano puoi sentirla anche un centinaio di volte al giorno. Gli inglesi dicono “sorry” continuamente, anche se magari non dovrebbero essere loro a doversi scusare. L’altro giorno in metro ho urtato per sbaglio il piede di un distinto signore che stava leggendo il giornale, seduto e composto. Al mio scusa lui ha risposto: “Oh no scusi io, avevo il piede troppo allargato”. Ovviamente non era vero, non avevo squadra e metro appresso, ma posso giurarvi che il suo piede non stava in mezzo al treno. Ciò che a noi sembra pura fantascienza, o cosa cara, qui è normalità, in particolare per queste piccole, ma importantissime cose. Tu italiano che vedi costantemente le persone scusarsi ogni giorno, anche per cose inutili, finisci col pensare: “Oddio che nausea con questi sorry, ma perché non vi mandate a quel paese ogni tanto”.

La perfetta educazione civica si ripercuote anche nel traffico londinese. I pedoni non devono aspettare le ore sul marciapiede per attraversare la strada. Se devi fare manovra per un parcheggio difficile, le macchine in coda non suonano il clacson all’impazzata e non ti passano a due millimetri dallo specchietto; semplicemente aspettano qualche minuto. Ciò che è correttezza, educazione, senso civico, io italiano lo percepisco come strano, certe volte perfino surreale. Ci sono momenti in cui penso: “Un po’ mi mancano i vaffa della rotonda di Olmo, quando le persone imboccano la corsia sbagliata o fanno manovre da Formula 1”. Strano ma vero, certe volte pensi con nostalgia ai difetti del tuo paese. Forse perché sei troppo abituato a quei difetti, o forse perché sei semplicemente un aretino a Londra: un ragazzo di campagna nel bel mezzo di una metropoli troppo diversa dalla tua piccola realtà.

 

 

 

 

 

Nicola Laschi
Nato in una notte buia e tempestosa il 22 Aprile 1992 a Castiglion Fiorentino, ma cresciuto con orgoglio nella bellissima Monte San Savino. È rimasto sempre attaccato al suo piccolo paesello della Valdichiana. Ha frequentato il Liceo Classico Francesco Petrarca di Arezzo ed ha conseguito la laurea triennale in Storia dell'Arte presso l'Università degli studi di Firenze. Ha deciso di lasciare famiglia, amici e la cara terra natìa per recarsi a Londra, come molti altri suoi coetanei, in cerca di fortuna. Ha scelto questa città per imparare al meglio la lingua inglese e per le numerose opportunità lavorative che essa offre. Il giovane savinese è passato da visitare musei a fare fish And chips con serietà ed umiltà. Sogna di poter parlare l'inglese meglio di Matteo Renzi e di ultimare i suoi studi umanistici nella capitale inglese.

2 COMMENTI

  1. mitico, aspetto con impazienza il prossimo articolo, perché mi sono troppo divertita a leggerti! So, che purtroppo è’ vero, non sono mai stata in Inghilterra e non posso fare troppi paragoni, ma so come siamo a volte noi italiani e non posso che darti ragione! Bravo Nicola!

    • Ciao Maddalena, grazie di cuore per apprezzare Lostampateo! Nicola è uno dei publisher più seguiti e sono fiero di averlo nella squadra! A proposito, complimenti per il tuo blog e se ti scappa una ricetta per Matteo Renzi, scrivici su un post che lo pubblichiamo volentieri!

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