Come si alimenta l’antipolitica in Italia

Come si alimenta l’antipolitica in Italia

Il 2015 è iniziato su un doppio binario. Mentre il Governo Renzi prova a smorzare la forza dell’antipolitica, gli scandali bancari e finanziari continuano ad alimentare il sentimento di rancore nei confronti dei governanti. Arezzo s’inserisce prepotentemente in questo groviglio con la vicenda di Banca Etruria: la banca del lingotto, degli aretini.

Con la campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Arezzo, è già scattata la corsa per salvare Banca Etruria. Le parole chiave utilizzate maggiormente sono: dare fiducia a soci, risparmiatori e investitori. Intanto però, devo affrontarla io la questione, che nel mio piccolo si riassume in una domanda:

Chi mi salverà da mio nonno che vuole rimettere i suoi risparmi sotto al materasso?

La situazione è complicata perché nel corso degli anni ero riuscito a convincerlo: dare i propri denari a una sconosciuta dietro a un bancone in cambio di un foglietto. Il clima però, si era subito fatto pesante con lo scandalo del Monte Dei Paschi. Appena uscì fuori la notizia mio nonno mi disse:

“I ladri dove erano? Fuori o dentro le banche!?”

Un’affermazione di questo genere mi fece barcollare, ma riuscì a tenere duro quanto bastava per dirgli convintamente di tenere i risparmi in banca, evitando cosi guai peggiori:

“Con tutti i furti che fanno perché vuoi rischiare di rimetterci anche di salute”.

Purtroppo le cose sono andate di male in peggio. Nemmeno il tempo di ragionare su che cosa era meglio fare per mettere mio nonno al riparo da queste vicende, che Banca Etruria ha pubblicato i suoi bilanci. Dopo aver letto la notizia mi sono precipitato a casa di mio nonno per capire se già sapeva. Il fatto che si aggirasse in cucina nervoso e borbottante mi tolse ogni dubbio. Parlava con un linguaggio nuovo rispetto al solito:

‘Sono tutti ladri! – ripeteva a testa bassa – Nessuno si salva: sono tutti uguali’.

 

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