Unioni civili, i dubbi dei Popolari

Unioni civili, i dubbi dei Popolari

itabloid.it

Nell’attesa di capire se e come sarà approvato il ddl Cirinnà, abbiamo incontrato i Popolari per Arezzo, una formazione politica che non ha mai nascosto dubbi (e perplessità) sul disegno di legge firmato da Monica Cirinnà.

Il Segretario politico Lorenzo Roggi e il Presidente Andrea Gallorini hanno risposto alle domande de Lo StampAteo, partendo proprio dalla natura dei dubbi sul provvedimento in discussione al Senato.

popolari-unioni-civili“È evidente – esordisce Gallorini – la necessità di una legge che regolarizzi le unioni civili. Abbiamo dubbi sul metodo che è stato utilizzato. Invece di preparare un testo attinente al tema, si è preferito usare continui rimandi al Codici Civile che norma il matrimonio. Perché è vero che la Corte Costituzionale ha suggerito al Parlamento italiano di legiferare sul riconoscimento delle unioni civili, ma ha anche sottolineato la necessità di una legge diversa dalla normativa vigente sul matrimonio. Anche per questo motivo si parla di dubbi di costituzionalità”.

Com’è stato scritto il ddl Cirinnà?

“Chi ha scritto il disegno di legge – afferma Lorenzo Roggi – ha copiato le disposizioni dal Codice civile. Nell’Articolo 2 Lettera B e D si parla di sospensione del procedimento quando invece l’unione civile si attua in modo istantaneo, con una dichiarazione di fronte al pubblico ufficiale. Proprio a differenza del matrimonio che ha una procedura lunga: dalla pubblicazione alla celebrazione. È evidente che c’è stata scarsa attenzione, un copia incolla dal Codice civile. L’intenzione è di estendere il matrimonio a coppie dello stesso sesso richiamandosi a una sentenza della Corte costituzionale, che però afferma che questa equiparazione non si può fare”.

Lo stepchild adoption è il tema più dibattuto. Lorenzo Roggi che idea si è fatto della vicenda?

“I dubbi che abbiamo riguardano sempre la modalità con cui è stato affrontato il problema. Chi se lo può permettere va all’estero e tramite l’utero in affitto può avere un figlio, poi torna in Italia e regolarizza la sua posizione. E chi invece non se lo può permettere? Si creano, di fatto, delle disuguaglianze. Oltre a legittimare il risultato di un comportamento, e quindi il comportamento stesso. L’Italia non può pensare di essere un mondo fuori dal mondo, ma la tutela dei minori va garantita in modo diverso da quanto scritto nel ddl Cirinnà, proprio perché crea discriminazioni tra le tutele dei i genitori e quelle dei familiari che non ne hanno. È opportuno incentivare una pratica che crea dei cittadini con minori diritti rispetto ai figli adottati o a quelli nati da coppie eterosessuali? È un’altra discriminazione che viene legittimata. Oltre a quella tra famiglie ricche e povere: una nuova classe di cittadini, un nuovo conflitto tra discriminati. Per quei bambini vanno garantiti dei diritti, comunque, ma non si può cercare un segnale politico di approvazione a un comportamento: i tribunali già legiferano a favore delle coppie omosessuali in fatto di adozioni”.

Che cosa dobbiamo aspettarci dalla prossima discussione al Senato?

“Per il momento – conclude Gallorini – abbiamo assistito a continue strumentalizzazioni della vicenda. In particolare i 5 stelle hanno cerato di mettere in difficoltà il gruppo Pd al Senato e ci sono anche riusciti. I 5 stelle hanno sempre criticato il metodo del “canguro” proprio perché vogliono discutere in Parlamento, senza lasciare niente al caso: sono stati coerenti. Se il tema delle unioni civili fosse stato affrontato con chiarezza, spacchettando su distinti filoni i vari provvedimenti, sarebbe stato approvato in tempi rapidi e con un testo migliore di quello attuale. Il paradosso più grande del ddl Cirinnà è che si parla di divorzio. Io parlo per una coppia eterosessuale che per varie esigenze non sceglie il matrimonio, ma poi si ritrova un testo che riassume gli stessi doveri del matrimonio: chi è che va a registrarsi con questo nuovo ordinamento? I nostri dubbi nascono da queste continue contraddizioni, e quindi dalla confusione di fondo che si è venuta a creare, che hanno allontanato il dibattito dal tema centrale: le unioni civili.”

 

 

ARTICOLI SIMILI

0 2871

NESSUN COMMENTO

Lascia una risposta