Sinistra e partito: intervista a Donato Caporali

Sinistra e partito: intervista a Donato Caporali

Continua l’indagine de Lo StampAteo per la rubrica ‘Che cos’è la Sinistra?’

Questa volta a rispondere alle domande di Luca Stanghini è Donato Caporali, Consigliere comunale di opposizione ad Arezzo per il Partito Democratico. Caporali ha una formazione laico socialista e la sua prima esperienza politica è del 2006 con la Rosa nel Pugno. Nel 2013 ha aderito al PD dopo aver conosciuto Giuseppe Civati e il suo progetto politico.

“Ho seguito Giuseppe Civati fino a quando non è uscito dal partito – afferma Caporali – e la sua uscita dal PD è caduta quando ero in lista per il Partito Democratico alle elezioni amministrative ad Arezzo”.

Che cosa pensi della decisione di Giuseppe Civati di uscire dal PD?

“Ho una formazione politica riformista, sono quindi convinto che alcuni tipi di battaglie bisogna farle dentro al partito: il terreno è sempre più stretto ma ancora si può tentare qualcosa. Partecipo alla vita politica del PD in maniera critica, ma sono anche propositivo perché vedo ancora possibilità per migliorare quegli aspetti che per me sono importanti”.

Con Matteo Renzi il PD sembra aver trovato il suo equilibrio ‘nazionale’, mentre nei territori?

“Quando Matteo Renzi è stato eletto Segretario nazionale del PD non ha trovato una situazione semplice e anche per questo motivo sta portando avanti una ‘politica del fare’. Nei territori invece non si riesce ancora a creare una discussione che contempli anche altre posizioni: a livello territoriale, di base, è fondamentale ricreare un legame con la cittadinanza. Le amministrative 2015 hanno dimostrato in tutto il Paese questo distacco con l’elettorato: non si riesce a esprimere la migliore classe dirigente anche se ci sarebbero le condizioni per formarla. Il punto centrale è quello di riacquistare un livello di base per far crescere il Partito Democratico e una classe dirigente”.

La nascita di un nuovo partito a Sinistra è una strada percorribile?

“Guardo con interesse a tutti i fenomeni politici. Con l’Associazione Possibile sono in contratto, ho fatto anche da autenticatore alle firme per i Referendum. Sono anni che invito l’intero ambiente di Sinistra è riappropriarsi delle battaglie territoriali. Anche il PD ha tralasciato questo fondamentale aspetto. Inutile cimentarsi nelle battaglie nazionali se poi non rispondi alle esigenze concrete dei territori. La Sinistra è nata come Società di Mutuo Soccorso proprio per dare risposte ai problemi concreti delle persone”.

Per Donato Caporali ‘Che cos’è la Sinistra?’

“Tutta una serie di contenuti con i quali si danno risposte alla cittadinanza, alle fasce più deboli. Non tanto con promesse o alimentando sogni nazionali o internazionali, ma amalgamandole tutte le forze sociali che in ogni territorio ci sono. Per esempio il Partito socialista francese utilizza al massimo i suoi strumenti: circoli territoriali e associazioni. Si presentano nello stesso collegio due candidati socialisti che rappresentano esigenze diverse dentro lo stesso partito. Sono sicuramente aiutati dal doppio turno alla francese, ma in Italia, che siamo all’anno zero, bisogna ripartire dai territori senza farsi imporre le scelte della politica nazionale, perché è chiaro a tutti che questo modello ha fallito”.

Di seguito troverete la video intervista a Donato Caporali con domande inedite sulle elezioni amministrative ad Arezzo, dove il Centrodestra guidato da Alessandro Ghinelli ha conquistato il Comune nel Ballottaggio.

 

 

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