“Sinistra italiana”, e di Palazzo

“Sinistra italiana”, e di Palazzo

fonte left.it

In un un clima politico di grande fervore per gli eventi greci, Lo StampAteo aveva provato a scherzarci su con un articolo emblematico: Effetto Tsipras a casa mia. Tuttavia, Lo StampAteo non poteva certo aspettarsi la nascita di un soggetto politico dal nome esplicito quanto ingombrante: “Sinistra italiana”.

fonte nuovaresistenza.org
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Nata sullo slancio di alcuni ex PD e del naufragio politico di SEL, “Sinistra italiana” si appresta ad aprire la fase costituente dal gennaio 2016, per poi arrivare alla nascita di un vero e proprio partito. Alle critiche che sono piovute da più parti cercheremo di dare alcune risposte, senza però addentraci nel gioco dei sondaggi che da qualche giorno stanno registrando le prime impressioni sul progetto di Fassina e compagni.

Perché un partito di Sinistra deve nascere nel Palazzo? Ovvero: perché alcuni deputati e una manciata di senatori comodamente seduti nelle poltrone, si riuniscono al Teatro Quirino a Roma per sancire la nascita di un nuovo soggetto politico di Sinistra?

Se una forza politica non nasce dal basso ha poca speranza di trovare consenso tra la persone, che sono alle prese con importanti problemi quotidiani. L’esigenza di far nascere una nuova “Sinistra Italiana” sembra più dei politici, sfiniti dalla critiche a Renzi e al renzismo, piuttosto che da una richiesta delle persone.

Il motivo di questa ‘mancata’ richiesta è per una questione molto semplice: la rappresentanza politica nelle sedi istituzionali – Parlamento, Regioni e Comuni –  sono già ‘occupate’ dal Movimento Cinque Stelle, nato dalla richiesta di qualcosa di nuovo, diverso dalla politica dei partiti.

Lo slogan è efficace quanto noioso: “Ce lo chiede la gente” – ripete ossessivamente Luigi Di Maio, leader in pectore dei Cinquestelle.

Oggi, non fare i conti con il Movimento Cinque Stelle è la prima causa di fallimento politico, soprattutto a Sinistra.

fonte greenreport.it
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Possiamo già dire che “Sinistra italiana” è un soggetto politico che nasce semplicemente per contrarietà al Premier Renzi.

E’ presto per dare una risposta definitiva, tuttavia, al di là dei paroloni che i nuovi campioni della politica amano ripetere, qualche proposta che incida sulla vita delle persone la dovranno proporre, perché se non lo fai prendi il 2% alle elezioni. E poi chi lo sente Renzi…

Diamo tempo al tempo.

Nell’attesa è doveroso evidenziare un altro aspetto, quello che riguarda i contesti locali. Difficilmente quanto avviene a livello nazionale lo ritroviamo nei territori, ancora legati a vecchi equilibri politici.

Ma è proprio nei Comuni italiani – nelle Giunte e nelle maggioranze consiliari – che la partita potrebbe avere una sua ragione d’essere.

Cosa faranno Assessori e Consiglieri comunali che hanno aderito a ‘Sinistra Italiana’? Romperanno con il Partito Democratico per creare gruppi autonomi? Oppure faranno finta che non è successo niente?

Probabilmente nei contesti locali non succederà niente, sentiremo parlare di responsabilità nei confronti del mandato con gli elettori, con Assessori e Consiglieri che rimarranno seduti nelle poltrone. Proprio quello che Matteo Renzi conosce bene per esperienza politica, e con altrettanta esperienza politica porterà le persone a fare un ragionamento elementare:

“Allora meglio il PD”.

 

 

 

 

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