Essere un sindaco toscano oggi: Tito Barbini

Essere un sindaco toscano oggi: Tito Barbini

Il nostro focus sui sindaci si sposta verso le elezioni amministrative 2016, dove si sono registrati importanti cambiamenti negli equilibri politici e amministrativi di molti Comuni italiani.

La Provincia di Arezzo è un territorio particolarmente segnato da questa trasformazione, con molte amministrazioni passate dal Centrosinistra al Centrodestra, oppure sotto la guida di Liste civiche.

La scelta di intervistare Tito Barbini ha tante motivazioni. Presidente della Provincia di Arezzo e Assessore regionale in Toscana, Barbini ha da poco pubblicato il libro Quell’idea che ci era sembrata così bella con cui ripercorre le tappe che hanno portato la Sinistra da Enrico Berlinguer a Matteo Renzi.

Per l’indagine de Lo StampAteo Tito Barbini è soprattutto un sindaco (Pci) che ha amministrato la città di Cortona (Ar) durante la prima Repubblica.

Barbini, come vede oggi il ruolo del sindaco?

Non vedo sindaci che parlano con la gente, che vanno per la città, che si fermano al bar, nei negozi: c’è una rottura nei confronti di un’esperienza passata che aveva portato molto consenso nei confronti delle amministrazioni locali. Il primo cittadino è un ruolo bellissimo, ma bisogna esercitarlo quotidianamente. Anche per questa ragione sono arrabbiato che un sindaco lasci a metà mandato per un’altra poltrona. Ad Arezzo questa situazione ha determinato la sconfitta del Centrosinistra nel 2015. Avevamo un buon candidato, ma ha vinto Alessandro Ghinelli (Centrodestra) proprio perché l’allora sindaco di Centrosinistra Giuseppe Fanfani ha deciso di interrompere il suo mandato per entrare nel Consiglio superiore della magistratura: una scelta pagata a caro prezzo dal Centrosinistra.

Il rapporto di fiducia tra sindaco e cittadini è alla base di tutto?

Quando si rompe il rapporto di fiducia con i cittadini/elettori, che ti votano direttamente, poi ne subisci le conseguenze. Un sindaco deve dare massima attenzione a ogni singolo particolare. Qui ad Arezzo, dove vivo e faccio la raccolta differenziata, non distribuiscono più gratuitamente i sacchi di carta e di plastica per la raccolta nel Centro storico. Quando ti servono, devi andare a ritirarli in Comune in alcuni giorni lavorativi, portando la ricevuta di pagamento della tassa sui rifiuti. Prima venivano distribuiti nelle edicole, quindi ogni giorno e gratuitamente. La nuova Giunta di Arezzo ha quindi introdotto un elemento burocratico, che fa perdere tempo alle persone e con effetti sulla raccolta differenziata che poi non funziona. Ho scritto al sindaco di Arezzo Ghinelli per segnalare una cosa aberrante, assurda, che riguarda una questione civica quotidiana. E questo accade perché manca la consapevolezza del legame che si può, si deve, creare con i cittadini.

Che cosa hanno lasciato le elezioni amministrative 2016?

Tanti Comuni persi dal Centrosinistra, con una sottovalutazione del Partito Democratico di una sconfitta storica, alla base della quale c’è una profonda rottura nel rapporto di fiducia tra il popolo dei democratici e il Partito Democratico. Non considero Matteo Renzi un abusivo, perché ha vinto le primarie con un progetto, ma quel progetto sta smarrendo i valori fondamentali del PD. Non dubito quindi che Renzi sia il segretario del Partito Democratico, dubito che Renzi sia il leader di cui oggi il PD ha bisogno. Sono fuori dalle categorie renziano/antirenziano e posso tranquillamente affermare che il PD deve cambiare rotta.

Anche per il Referendum costituzionale deve cambiare rotta?

Il Referendum è stato investito, sia da Renzi che dal suo “cerchio magico”, di un significato che non ha, uno spartiacque per cui se vince il No sarà il diluvio: è un meccanismo pericoloso che mi sta spingendo a votare No anche se orientato a votare per il .

ARTICOLI SIMILI

0 1276

NESSUN COMMENTO

Lascia una risposta