Renzi e Tsipras: politiche a confronto

Renzi e Tsipras: politiche a confronto

Con differenze sostanziali, la vicenda di Alexis Tsipras e quella di Matteo Renzi vanno nella stessa direzione: il pessimo rapporto con le componenti di Sinistra nei rispettivi partiti: Syriza e Partito Democratico.

Anche se per Tsipras (e questa è una prima importante differenza) il distacco da quella componente è già avvenuto: Unità popolare, l’ex ala sinistra di Syriza, si è presentata alle elezioni politiche raccogliendo il 2,86% dei consensi, pari a 155242 voti, che equivalgono a 0 seggi.

Una vittoria per Tsipras, ma anche un assist per Matteo Renzi in Italia.

Con i risultati delle elezioni in Grecia, a ventiquattro ore della Direzione del Partito Democratico, Renzi ha avuto una carta in più da giocare contro la minoranza dem: Pier Luigi Bersani, Gianni Cuperlo e Roberto Speranza avranno forse pronunciato le stesse parole di Lapo Pistelli per definire le capacità politiche di Renzi: ‘Che botta di culo!’

La differenza, come dicevo, sta nel fatto che nel PD ci sono già stati degli addii (Civati, Fassina) ma una componente, la cosiddetta minoranza dem, è rimasta nel partito e non sembra intenzionata a lasciarlo nelle mani del Segretario PD Matteo Renzi.

Torniamo in Grecia. Da qualche mese Alexis Tsipras aveva preannunciato elezioni anticipate: ha giocato a carte scoperte, consapevole che la sua maggioranza, quella scaturita dalle elezioni politiche nel gennaio 2015, non esisteva più: poteva forse andare avanti ma ha preferito il voto anticipato.

E questa è un’altra importante differenza che lo separa da Renzi.

Il Premier italiano, che non ha avuto una sua maggioranza perché ereditata dalla campagna elettorale di Bersani, continua a cambiare assetto politico, e quindi maggioranza parlamentare, per promuovere i provvedimenti che considera vitali al suo Governo.

Sono ormai un lontano ricordo i tempi in cui Romano Prodi era costretto a ricontare ogni settimana la sua maggioranza, con il rischio di andare sotto anche nelle più banali delle questioni politiche.

In Italia non possiamo parlare di Seconda Repubblica, ma neanche di Terza Repubblica: è una terra di mezzo dove ognuno vuole avere il proprio tornaconto politico. Quindi si cerca di costruire un nuovo assetto politico/istituzionale con la continuità governativa, anziché utilizzare le elezioni politiche anticipate.

Si può fare, per carità.

I due Paesi in questione – Grecia e Italia – hanno tra loro evidenti differenze: storiche, politiche e sociali. Anche i percorsi politici dei loro Premier sono molto diversi, come abbiamo evidenziato nelle due biografie che Lo StampAteo ha dedicato a Tsipras e Renzi.

Quello che invece accomuna queste due esperienze politiche è la necessità di stare dentro al sistema politico ed economico, perché evidentemente fuori non esiste altro modello credibile e sostenibile.

Va anche detto che Alexis Tsipras aveva provato a far saltare gli equilibri europei con il Referendum, che a differenza di molti commentatori politici, in primis il Direttore del Foglio Claudio Cerasa, non è da considerarsi ‘una scemenza’, ma una riprova, con testimoni, che non esistono altri mondi possibili.

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