#Possibile: intervista a Valentina Torri

#Possibile: intervista a Valentina Torri

In questa prima tappa della serie ‘Che cos’è la Sinistra?’ abbiamo intervistato Valentina Torri, Portavoce del Comitato Arezzo Possibile, movimento politico fondato da Giuseppe Civati il 21 giugno 2015.

Valentina Torri si era riconosciuta nella proposta dell’area civatiana al Congresso del Partito Democratico nel 2013. Con la nascita di Possibile, Valentina aderisce da subito al progetto politico di Giuseppe Civati:

“Un mix di esperienze e competenze che mi hanno convinta da subito – afferma Valentina. La passione politica c’è sempre stata, però le strutture gerarchiche, verticistiche, anche nevrotiche, dei partiti non mi facevano stare bene. Qui le decisioni vengono prese dal basso, ma veramente dal basso, dalle persone, da noi”.

Valentina, perché nasce Possibile?

“Non c’erano più i presupposti per contribuire, anche a livello democratico, nel PD: che si auspicava pluralista ma che invece si è rivelato diverso. Non sono state mantenute le promesse elettorali di Bersani dopo la vittoria alle politiche del 2013 e subito dopo è nato il Governo delle Larghe intese con Berlusconi: una scelta politica che non abbiamo mai accetto. La prima cosa che abbiamo fatto sono proprio i Referendum, che cercano di abrogare le leggi d’impianto renziano (Jobs Act; Sblocca Italia; Italicum; Riforma della scuola ) perché approvate senza i due passaggi democratici fondamentali: voto popolare e dibattito parlamentare”.

Con la mancata attuazione del Referendum Acqua Bene Comune ha ancora senso lo strumento referendario?

“Il trauma è evidente: molte persone si dicono d’accordo con i nostri quesiti referendari ma poi ci dicono anche che ‘tanto i governanti fanno come vogliono’. I Referendum proposti da Possibile sono molto tecnici ma hanno un forte valore politico: torniamo a chiedere alle persone delle scelte che vengono fatte, perché incidono pesantemente sulla vita quotidiana, come le trivellazioni nell’Adriatico inserite dal Governo con la dicitura ‘carattere strategico’ per il nostro Paese. Non è una cosa che si può ignorare: se riusciamo ad abrogare le leggi questo segnale deve essere interpretato politicamente”.

Civati ha parlato del suo modello politico: l’Ulivo di Prodi. E’ d’accordo?

Civati vuole creare un progetto di Governo, come faceva Prodi. Le alleanze vengono dopo. Occorre una proposta governativa aderente a quello che realmente viene fatto. Compromessi e mediazioni ci sono sempre, per carità, ma oggi siamo completamente in un altro livello. Non ci sono stati passaggi democratici fondamentali: abbiamo votato nel 2013 con una legge anticostituzionale, ‘abolito’ le Province che di fatto le mantiene, con importanti funzioni (strade, scuole, pari opportunità) senza risorse economiche. E tutto questo senza passaggio elettivo.

Il Governo Renzi è in grado di governare?

“Certo, va avanti e fa le Leggi. Però lo fa in maniera del tutto sganciata dal Paese, dal popolo: non è passato dal voto popolare. Il 40% delle Elezioni Europee non sono indicative. Anche perché poi le Amministrative, come ad Arezzo, hanno detto ben altro. Un conto è fare le cose in maniera futurista, veloce che nessuno se ne accorge, un discorso è farle con l’approvazione democratica dei cittadino, con la loro partecipazione”.

Di seguito potete vedere la video intervista con le ultime due domande a Valentina Torri.

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