Che cos’è la Sinistra? Riflessioni conclusive

Che cos’è la Sinistra? Riflessioni conclusive

Con la chiusura dell’indagine sul tema Che cos’è la Sinistra? è il momento delle conclusioni.

Per la natura ‘storica’ della Sinistra e per l’agire quotidiano legato alle pratiche individuali, il campo d’azione resta ampio e complesso.

Il carattere di pluralità della Sinistra ha conosciuto negli anni una forma ambigua: le numerose esperienze, unite alle importanti risorse umane che possiede, fanno della Sinistra un panorama variegato quanto spezzettato.

La Sinistra la ritroviamo nel movimento Possibile di Giuseppe Civati, nel Partito Democratico, nei partiti alla sua Sinistra, nelle associazioni, nei circoli ricreativi, nei comitati e in tante altre realtà sociali prima che politiche.

L’indagine non era un tentativo di capire chi è più a Sinistra tra gli intervistati, ma aveva un carattere di ricognizione sulla Sinistra che manifesta, che fa politica, che s’impegna, che fa degli errori, che ci riprova.

Il racconto dalla rubrica ‘Che cos’è la Sinistra?’ consegna un panorama ricco di “risorse umane al servizio della comunità”, come hanno dichiarato Francesco Romizi e Donato Caporali, all’interno di una difficoltà di fondo: trovare una “traduzione contemporanea della Sinistra, che necessita di esperienze politiche diverse”.

Le parole che ho citato sono di Valentina Torri, portavoce del movimento politico Possibile, e s’inseriscono nei concetti espressi da Stefano Gasperini: “la Sinistra deve lottare contro le ingiustizie e le ineguaglianze”.

Una spinta alla modernità che non può prescindere dalle radici storiche della Sinistra, mettendo da parte le numerose, quanto conflittuali, esperienze partitiche degli ultimi vent’anni.

Tanti livelli che corrispondono alla natura della Sinistra?

Non è scritto da nessuna parte che la Sinistra debba riunirsi intorno a un unico partito, proprio perché ogni persona esercita la ‘sua Sinistra’ dove e quanto vuole.

Le parole di Paolo Pezzati rispondono a questa condizione, quando parla di “strumenti e azioni differenti per fare strategia politica”: le varie forze di Sinistra (e queste sono le parole de Lo StampAteo) hanno avuto obiettivi diversi, anche conflittuali tra loro, e con pochi casi d’unione d’intenti per raggiungere un risultato comune.

Con la rubrica ‘Che cos’è la Sinistra?’ non c’era l’obiettivo di certificare l’impossibilità di ricreare un’unica forza di Sinistra, ma il tentativo di capire come si manifesta oggi la Sinistra nelle varie esperienze politiche e sociali in un territorio importante come quello di Arezzo e la sua provincia.

L’indagine è, e deve restare, parziale, proprio per la natura stessa della Sinistra.

Allo stesso tempo però, non si può nascondere il carattere di Sinistra delle esperienze raccontate da Lo StampAteo; dalla presenza attiva nei Consiglio comunali al ‘fare politica’ in mezzo alla gente, non mancano certo le condizioni per dire che la Sinistra è viva.

Altra cosa è poter dire quanta influenza ha la sinistra nelle decisioni che vengono prese nei vari livelli della politica.

Nessuno degli intervistati ha richiamato il modello del Partito comunista italiano, un po’ perché la Sinistra ha cercato di andare oltre a quell’esperienza politica che ha segnato il Novecento, un po’ perché certe condizioni non si ripetono o, quanto meno, oggi proprio non ci sono.

Il complesso passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica, con il primo governo di Centrosinistra nel 1996, fino all’avvento di Matteo Renzi nel Partito Democratico e al Governo, deve spingere la Sinistra a trovare le sue nuove ragioni d’essere, con una sorta di ‘fare i conti con quello che siamo per capire dove possiamo andare’.

Una condizione che in politica non ha un carattere necessariamente negativo: può risultare foriera per nuovi percorsi in uno scenario politico liquido, volubile e carico di colpi di scena.

Una Sinistra che deve trovare la sua cifra per incidere nella vita delle persone.

Beppe Grillo permettendo…

Nel gennaio 2015 il tema ‘Che cos’è la Sinistra?’ è stato ripreso da Left per cercare di comprendere la profondità del cambiamento, sia per quanto riguarda il suo significato, che per il suo agire. Il mutamento in corso non può certo esaurirsi nella nascita del partito Sinistra Italiana, proprio perché si intreccia con dinamiche storiche profonde e complesse, che vedono – o dovrebbero vedere – nel Parlamento l’ultimo dei traguardi. Un po’ come cercare di costruire una casa dal tetto.

 

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