‘Che cos’è la Destra?’: riflessioni conclusive

‘Che cos’è la Destra?’: riflessioni conclusive

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Con la chiusura dell’indagine ‘Che cos’è la Destra?’ è tempo di riflessioni.

In questa vicenda politica esiste una grande data: la chiusura anticipata e traumatica del Governo Berlusconi nel novembre 2011. Un evento che ha lasciato irrisolti tutta una serie di nodi, in primis quello del leader, presupposto fondamentale per una forza politica vincente. E in tal senso valgono più di ogni altra cosa le parole di Giovanna Carlettini (Fratelli d’Italia): 

“La Destra è unirsi intorno a un leader”.

Il successivo vuoto di leaderschip è tuttora un fatto politico importante. La Destra non è abituata a tale condizione politica: dopo una lunga fase di potere, sia di Governo sia di opposizione ai Governi Prodi, che difficilmente sarebbero caduti senza l’azione politica di Silvio Berlusconi, sono arrivati gli anni difficili.

È da ricercarsi in questa mancanza di leaderschip il tentativo di superare i vecchi schemi e inserirsi così in nuove dinamiche politiche ed elettorali?

Domenico Chizoniti (Lega Nord), sull’onda dell’azione politica di Matteo Salvini, richiama alla conflittualità tra sovranisti e mondialisti per allargare il campo dello scontro politico e, al contempo, per superare la dicotomia Destra/Sinistra. Un ragionamento che non è poi tanto distante da quello di Eugenio Palazzini (CasaPound), sulla fine della Destra in quanto categoria storica: per lo più utilizzata per spiegare e semplificare taluni processi politici piuttosto che per una reale presenza nella politica attiva di oggi:

“La Destra? – si chiede Palazzini – Mi fa tornare in mente ‘Le anime morte’, l’opera dello scrittore russo Nikolaj Vasil’evic Gogol’.

Il tentativo di guardare avanti è un altro elemento importante per comprendere l’attuale stagione politica. Francesco Macrì (Fratelli d’Italia) individua proprio nel conservatorismo politico – “Quello delle poltrone” – un elemento dannoso per la Destra, una sorta di freno alle future quanto inevitabili evoluzioni politiche. Questa impostazione però, non va confusa con il richiamo alle tradizioni che da sempre caratterizza la Destra. A tale proposito Roberto Bardelli (Forza Italia) chiama in causa “la Patria”.

“Oggi – afferma Bardelli – ci dimentichiamo troppo spesso che l’Italia è un Paese da difendere, e non da denigrare”.

#PrimagliItaliani è uno slogan che ha un notevole impatto sull’opinione pubblica e trova applicazione nelle scelte amministrative di Giunte comunali in ambito sociale. L’assegnazione di case popolari, dei sussidi di disoccupazione, di agevolazioni fiscali agli “italiani” prima che agli “stranieri” sono solo alcune delle azione politiche che mirano a rinsaldare la Destra nel tessuto sociale italiano.

Se è vero che oggi le tematiche e le conflittualità che da esse derivano, attraversano più schieramenti, unendo forze politiche tradizionalmente avverse, è doveroso ricordare come certe dispute, soprattutto elettorali, vengano ancora risolte dalla questione di fondo tra Destra e Sinistra.

lacosablu.it
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A differenza di vent’anni fa le componenti di Destra dello schieramento di Centrodestra hanno un peso maggiore, e provano a dettare sia l’agenda politica sia gli stessi contorni dello schieramento. Se riusciranno a riempire anche di contenuti la proposta politica o se invece saranno divisive per una comune proposta politica, è ancora presto per dirlo.

Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Itala e Casapound stanno cercando di ridisegnare il perimetro del Centrodestra in italia, consapevoli – chi più chi meno – dell’effetto a tenaglia degli avversari politici: da un lato Matteo Renzi che si spinge nelle sconfinate prateria degli elettori ‘moderati’ – di Centro -, dall’altro il Movimento Cinque Stelle capace di catalizzare molto più degli altri partiti il voto trasversale e antisistema.

Che cosa resta da fare alla Destra in una fase politica così fluida?

La Destra, che altro!?

 

 

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