Beppe Grillo e i suoi attributi a 5 stelle

Beppe Grillo e i suoi attributi a 5 stelle

fonte: trend-online.com

Dopo le Europee 2014 sembrava l’inizio del declino, complice le continue polemiche e defezioni all’interno del Movimento. E invece no: Beppe Grillo e il suo Movimento hanno ripreso a correre. Complice la grave crisi di Forza Italia e la politica renziana sul Partito Democratico, Grillo e il suo Direttorio hanno reimpostato la loro azione, ricreando un clima favorevole che non si vedeva dai tempi di Enrico Letta.

L’azione grillina è frizzantina, a volte energica.

Da un lato c’è il cavallo di battaglia Reddito di Cittadinanza cui guarda con simpatia una parte del mondo politico e sociale; Civati, Vendola (SEL), don Ciotti (Libera), Tito Boeri (INPS) sono favorevoli alla proposta e per Grillo diventa una sorta di nulla osta per attecchire in quella parte politica priva di leader.

Dall’altro un ritorno alle azioni che gli riescono meglio: la partecipazione del Grillone nazionale al Salone del Mobile di Rho Fiere, dove ha sciorinato attacchi allo Stato e al Governo; mentre alla marcia Perugia – Assisi, Beppe/San Francesco ha rilanciato pesantemente sul Reddito di Cittadinanza; infine, all’Assemblea degli azionisti ENI (chissà contenti i vertici… Marcegaglia in testa) è intervenuto come socio per denunciare il sistema corruttivo internazionale che Eni avrebbe promosso.

È bastato questo per far tornare in auge il grillismo?

Oppure la debolezza del sistema dei partiti è inesorabile quanto il rafforzamento del Movimento 5 Stelle?

Le risposte non possono che essere parziali in considerazione dei continui scandali che influenzano la simpatia e la rabbia del cittadino elettore.

Il Movimento Cinque Stelle è vivo, cosa che non si può dire di altre forze politiche (Forza Italia in primis) e si presenta alle Elezioni Regionali con una certa compattezza d’immagine e di contenuti.

Beppe Grillo ha aperto a una nuova stagione politica con il Direttorio, piuttosto che rimanere solo in ambito interattivo. Le polemiche dei giorni scorsi sulle mancate visite al blog lasciano quindi il tempo che trovano: l’asse del consenso è già da un’altra parte.

La nuova Legge elettorale – Italicum – prevede la competizioni tra Liste, non più tra coalizioni. Pertanto, in un’ottica elettorale nazionale, i Cinque Stelle possono presentarsi ancora più competitivi del 2013.

Basta questo a farci dire che Beppe ci piace?

Beh, direi proprio di no… La politica grillina mostra un limite significativo: si può attaccare Renzi, il sistema, lo Stato e Gargamella, ma alla fine qualcosa devi proporre.

Il Reddito di Cittadinanza – qualcuno potrebbe obiettare – è quello che ci vuole per risollevare le sorti del paese.

Anche meno – rispondo io.

Da un punto di vista politico/elettorale i Cinque Stelle rispondono agli 80 Euro renziani con il Reddito di Cittadinanza grillino. Fin qui nulla da eccepire. E poi? Vogliamo veramente nazionalizzare tutte le aziende con la pretesa di far stare bene tutti. Assomiglia a quella balla di chi vuole uscire dall’Euro per essere tutti più felici e più contAnti.

Qualcuno deve governare, con dei limiti al comandare. Altri devono fare l’opposizione e il Movimento Cinque Stelle appare l’unica forza credibile: perché non ha mai governato e quindi non può essere accusata di nefandezze; perché propone questioni serie che creano dibattito; perché è una forza che trae dal basso la maggior parte della sua azione.

Ma raggiungere i vertici politici con le mani immacolate è un’operazione impossibile: che siano accordi parlamentari, di legislatura, elettorali, sottobanco, di liberazione, di scopo, qualcosa sul piatto devi lasciare.

Altrimenti resti vergine e al massimo puoi aspirare alla santità, non certo a Palazzo Chigi.

Ah… La verginità politica, quanti ne ha distrutti…

 

 

 

 

 

ARTICOLI SIMILI

NESSUN COMMENTO

Lascia una risposta