Arezzo con Parigi, come si reagisce?

Arezzo con Parigi, come si reagisce?

fonte justnews.it

Il terrorismo ha colpito con forza il cuore dell’Europa. Dopo Charlie Hebdo, la Francia ha conosciuto un altro attacco improvviso quanto brutale. Parigi è nuovamente il bersaglio del terrore dell’Isis, questa volta alla fine della settimana lavorativa, proprio quando comincia il week end: il momento del divertimento, della spensieratezza e del relax dopo una settimana di fatica. Non a caso i luoghi colpiti sono ristoranti, il teatro Bataclan e lo Stade de France dove si svolgeva l’incontro di calcio tra Francia e Germania: un mix di obiettivi che ha lasciato a terra oltre cento vittime e più di trecento feriti.

Dopo un attentato terroristico di questa portata, da subito rivendicato dall’Isis, resta lo sbigottimento e la paura sia per la freddezza degli attacchi, sia per la facilità con cui i terroristi colpiscono nel cuore del Vecchio Continente.

Ma come si reagisce dopo attentati terroristici di questa portata?

Lo Stampateo lo ha chiesto alle persone che hanno partecipato alla fiaccolata organizzata sabato sera ad Arezzo. Queste le opinioni della gente raccolte in Piazza della Libertà.

Tra lo stupore di chi non si aspettavano un attentato terroristico di questa portata e la triste conferma per coloro i quali avevano letto sui libri di questo possibile scenario, emerge la paura per quanto accaduto a Parigi e per quanto potrebbe accadere nei prossimi mesi in altri Paesi dell’Unione Europea.

La sfida dell’Isis è globale.  E questo è un dato acquisito, soprattutto dopo il 2015.

Quello che ci differenzia è “come si reagisce?”

In poche ore abbiamo ascoltato di tutto: dalle offese del quotidiano Libero ai “Bastardi Islamici”, fino alle facili semplificazioni nei confronti del mondo musulmano considerato come un blocco indistinto di terroristi (proprio come vorrebbero i terroristi).

Visto che le differenze hanno ancora un loro peso, è opportuno ricordare come in Italia il terrorismo degli anni Settanta ha fatto tante vittime, molte delle quali innocenti. Anche in quell’occasione la tentazione di identificare il terrorismo rosso con tutta la Sinistra e il terrorismo nero con tutta la Destra, ha acuito e prolungato la stagione delle bombe, degli agguati e di quel clima di paura che solo il terrorismo riesce a creare.

Il terrorismo è terrorismo.

Anche per questo, è necessario rimanere uniti per cercare di capire quale sia la strada migliore da percorrere, magari isolando fin da subito chiunque voglia alimentare conflitti e divisioni.

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