Abolizione dell’IMU: atto di Destra o di Sinistra?

Abolizione dell’IMU: atto di Destra o di Sinistra?

fonte sokratis.it

Il dibattito politico ha registrato negli ultimi mesi un forte richiamo alla Destra e alla Sinistra.

Una serie di eventi – dalla nascita di un partito di Sinistra (ex PD, ex M5S ed ex SEL), all’alleanza politica a Destra tra Lega Nord e CasaPound, fino al possibile taglio delle Tasse annunciato dal Premier Renzi – hanno rinfocolato il dibattito se esistano ancora la Destra e la Sinistra.

Ma per spiegare un fatto politico è davvero necessario chiamare in causa la Destra e la Sinistra? Oppure è solo un orpello dei nostalgici che non cambia lo stato delle cose?

Cercheremo di rispondere a questa domanda approfondendo la questione della Tassa sulla prima casa ovvero l’IMU.

fonte europaquotidiano.it
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Dopo l’annuncio, il Premier Renzi ha ricevuto una serie di attacchi da Sinistra. In particolare, è stato l’ex Segretario PD Pier Luigi Bersani a formulare la critica più diretta:

“Con l’abolizione dell’IMU – dice Bersani – chi ha di più pagherà di meno. Nella Costituzione esiste invece il principio della progressività, sancito dall’articolo 53, che consente a coloro che hanno meno risorse economiche di pagare di meno. Di fatto l’abolizione dell’IMU viola la Costituzione”

Su questa linea di dibattito, troviamo lo scontro durante la trasmissione televisiva #dimartedì (LA7), tra il giornalista Enrico Testa e Sergio Cofferati, ex leader della Cgil e dissidente PD.

“Per Legge – ha affermato Testa – non tutto è da pagare in modo ‘progressivo’, in rapporto alle proprie risorse economiche. Se così non fosse anche le calze dovremmo pagarle in modo diverso, in rapporto alle rispettive ricchezze. E invece le paghiamo tutti allo stesso modo.”

Cofferati è diventato improvvisamente paonazzo in studio.

Ma torniamo allo scontro Bersani vs Renzi.

Nella lotta politica tra Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani (quest’ultimo facilmente relegato al ruolo di ‘difensore delle Tasse’), il richiamo alla Sinistra è stato dannoso per la Sinistra e per la stessa Costituzione, utilizzata per fini politici di partito, per di più senza un progetto se non alzare un polverone inutile.

Ha avuto gioco facile il Premier Renzi, parlando del taglio delle Tasse come “un atto che non è né di Destra né di Sinistra, è giusto”.

Per di più, come spesso accade dopo che ha parlato Bersani, Renzi ha avuto davanti a sé un’autostrada elettorale, un corpo indistinto di voti che non può essere confrontabile con quello della ‘sola’ Sinistra.

Per Bersani, oltre al danno la beffa. Ma non è la prima volta che accade a un esponente della tradizione post comunista. Anzi, sembra di assistere ai dibattiti tra i vecchi leader del Centrosinistra e Silvio Berlusconi, che accusava la “Sinistra di saper mettere solo Tasse”.

fonte reporternuovo.it
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Berlusconi, che ha sempre voluto abolire la Tassa sulla prima casa, non ha fatto solo annunci: nel 2008 ha tolto l’ICI, e nel 2013 ha preteso l’abolizione dell’IMU come condizione per la nascita del Governo di larghe intese guidato da Enrico Letta.

Un obiettivo, quello di Berlusconi, coerentemente perseguito non solo per “motivi di libertà, ma anche e soprattutto, per ragioni economiche più che fondate.”

“Infatti – afferma Berlusconi – secondo il rapporto immobiliare 2013 dell’Associazione Bancaria Italiana e dell’Agenzia delle Entrate, il mercato delle compravendite di immobili in Italia è letteralmente crollato nel 2012, facendo registrare il peggior risultato dal 1985. Nello stesso 2012 si è avuto un calo record anche nel valore degli immobili, il secondo maggior calo dal 1980 – aggiunge Berlusconi. Per gli ‘scettici dell’Imu’ sottolineiamo che nel 2011 gli occupati nel settore delle costruzioni erano 1.847.000, crollati a 1.694.000 a fine 2012, per effetto dell’introduzione dell’Imu da parte del governo Monti. Si sono persi 150.000 posti di lavoro solo nel settore delle costruzioni, senza considerare l’indotto”. LaRepubblica.it 9 agosto 2013

Dopo l’annuncio di Renzi, il soldatino berlusconiano Renato Brunetta si è scagliato contro il Premier Renzi, accusandolo di scaricare sulle seconde case i costi dell’abolizione dell’IMU sulla prima casa.

Berlusconi, invece, si è visto bene dal criticare la scelta di Renzi, ha preferito mandare avanti Brunetta…

Muoversi su rigidi schemi ideologici, in una società in forte trasformazione sociale ed economica, è un suicidio politico annunciato.

Renzi ha capito perfettamente il suo tempo, così come Berlusconi comprese i cambiamenti dopo la sua discesa in campo: in entrambi i casi, la classe dirigente della Sinistra – la nomenclatura – si è trovata fuori tempo e perdente.

Ricordate le parole di Nanni Moretti?

Il motivo per cui è discutibile abolire la Tassa sulla prima casa (IMU), riguarda il principio che muove questa scelta:

“La tassa sulla Casa ha fermato il mercato immobiliare, già in difficoltà per la crisi economica”.

Queste parole, pronunciate pochi giorni fa da Maurizio Belpietro, Direttore del quotidiano Libero, sono alla base del provvedimento voluto da Renzi e, precedentemente, da Silvio Berlusconi.

Una critica a questo principio poteva provenire da Sinistra, considerate certe sensibilità in materia ambientale, suffragate dai dati sul consumo del suolo, dagli smottamenti di interi Paesi e dalla smisurata offerta di alloggi che deturpano il nostro Paese.

Richiamare alla Sinistra e alla Destra per definire il taglio delle tasse è stato solo un orpello, che ha nuovamente impedito di fare i conti con le vere cause della crisi economica, creando un dibattito privo di prospettiva.

Se questo dibattito – Destra/Sinistra – è stato innescato da Renzi o da Bersani è relativo. Quello che conta in politica è chi esce rafforzato dalla vicenda IMU, in questo caso Matteo Renzi, e chi ne esce vincitore: Silvio Berlusconi.

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