Biografia di Matteo Renzi: up and down

Biografia di Matteo Renzi: up and down

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fonte: nuovadelsud.it

Matteo nasce l’11 gennaio 1975 a Firenze.

Cresce fuori Firenze, a Rignano, riva sud dell’Arno, in una famiglia numerosa. Il padre, Tiziano, consigliere comunale per la Dc a Rignano sull’Arno (1985/1990), e la madre, Laura Bovoli, hanno quattro figli (Matteo è il secondo).

Il babbo dice di Matteo che da piccolo odiasse perdere. E Matteo conosce la prima sconfitta durante gli anni del Ginnasio, quando la sua lista di rappresentante studentesco “Al buio meglio accendere una luce che maledire l’oscurità”, è sconfitta dalla lista di Leonardo Bieber, “Carpe diem”.

Si diploma nel 1993, e subito dopo s’iscrive all’Università di Firenze, Facoltà di Giurisprudenza. Si occupa nel frattempo dell’azienda di famiglia, la Chil, diventandone dirigente il 27 ottobre 2003, 11 giorni prima di diventare il nuovo Presidente della Provincia di Firenze.

Nel 1994 Matteo da Rignano sull’Arno sbanca la Ruota della Fortuna di Mike Buongiorno: 48 milioni di lire in gettoni d’oro.

La sua formazione da boy scout, dalla quale trae ispirazione per una delle sue citazioni preferite (“Lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato” Baden Powell), gli permette di far carriera perfino lì: nel 1995 è protagonista di un campo di formazione per capi clan, la fascia più adulta dell’organizzazione, e nel 1997 è tra gli organizzatori di un evento in Francia, per Agesci, capace di coinvolgere migliaia di giovani.

In mezzo, nel 1996, Matteo contribuisce alla nascita dei “Comitati Prodi” nel Valdarno e s’iscrive al Partito popolare.

Nel 1999 Matteo diventa ‘uomo’. Sposa l’insegnante di lettere Agnese (dalla quale avrà tre figli), si laurea con la tesi “Firenze 1951-1956: la prima esperienza di Giorgio La Pira Sindaco di Firenze”, e diventa Segretario provinciale del PP, ottenendo il 70% grazie alla corrente di De Mita.

È il momento di Matteo Renzi.

Con la benedizione di Francesco  Rutelli, due anni dopo, Matteo Renzi diventa coordinatore della Margherita a Firenze, e in qualche anno ne diventa Segretario provinciale.

Nel 2004 Matteo Renzi è eletto Presidente della Provincia di Firenze, carica che ricopre fino al 2009, quando decide, il 29 settembre 2008, di candidarsi alle primarie del Partito Democratico per la carica di Sindaco.

Vince con il 40,52% dei voti, nello stupore generale. E da questo momento non lo può fermare più nessuno.

Della sua esperienza da Sindaco di Firenze emergono due letture distinte, diametralmente opposte.

Su matteorenzi.it si legge:

“Con una Giunta dimezzata rispetto al passato e formata da metà donne e metà uomini, Firenze è la prima città italiana ad approvare un Piano strutturale a ‘volumi zero’ e a dire stop al cemento e al consumo di suolo. Parte la pedonalizzazione del centro storico. L’impegno per una città più verde. Una campagna contro le morti sulla strada”.

Invece, l’8 dicembre 2013 Wanda Marra e Davide Vecchi su ilfattoquotidiano.it scrivono:

“Prima operazione, la pedonalizzazione di Piazza del Duomo, fatta in barba a veti, procedure e resistenze. Da Sindaco, piazza ovunque fedelissimi. Tra gli assessori comunali c’è Lucia De Siervo, sorella di Luigi, tra i suoi uomini più fedeli e figlia di Ugo, ex presidente della Corte costituzionale. Il marito Filippo Vannoni, invece, lavora alla Servizi alla strada spa. Filippo Bonaccorsi diventa presidente dell’Ataf, Jacopo Mazzei diventa presidente Ente Cassa di risparmio per volere di Carrai. Paolo Fresco, ex presidente Fiat, vicepresidente del Maggio Musicale Fiorentino. Non sdegna i consueti canali politici. L’ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, ha presentato le ricevute di un versamento da 70 mila euro a suo favore di Renzi”.

Il 6 dicembre 2010 Matteo Renzi viene invitato ad Arcore da Silvio Berlusconi per un pranzo. Le critiche, feroci, non lo scomposero: “L’ho fatto per Firenze – disse Matteo Renzi – se il premier mi chiama, ci vado tutti i giorni”.

Firenze è troppo stretta per Matteo Renzi: il 13 settembre 2012 si candida alle primarie del centrosinistra per guidare la coalizione alle elezioni politiche 2013. Va al ballottaggio con Pier Luigi Bersani ma non riesce a vincere.

Sarà però il PD ha consentirgli di tornare subito in corsa dopo il deludente risultato alle politiche 2013.

Lapo Pistelli, che era uno dei candidati a Sindaco nelle primarie PD fiorentine, disse di lui:

“Matteo è talmente rapido da farti venire il mal di testa. Ed è sistematico il modo in cui colpisce. Sempre allo stesso modo. Come un serial killer. Prenderlo è difficile. E anche le rare volte che perde, c’è sempre una botta di culo a rimetterlo in pista. Ha la provvidenza dalla sua”.

Nel 2013 si candida nuovamente per il Partito Democratico, e l’8 dicembre diventa Segretario del Partito vincendo con il 67,5% dei voti.

Giuseppe Civati, Gianni Cuperlo e Gianni Pittella sono poco più che comparse.

La carriera di Matteo Renzi raggiunge il culmine (momentaneo) il 22 febbraio 2014, dopo le dimissioni di Enrico Letta dopo la sua breve esperienza a Palazzo Chigi (#enricostaisereno).

Con la votazione a larghissima maggioranza da parte della Direzione PD, Matteo Renzi diviene Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, il più giovane dall’Unità d’Italia.

E mai come in questo caso si può parlare di tutto, ma non di una botta di culo.

 

 

 

 

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